<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072</id><updated>2011-11-28T01:08:02.415+01:00</updated><category term='INSIGNIFICANCE'/><category term='EXHIBITS'/><category term='NAN°ART'/><category term='VARIOUS ARTWORKS'/><category term='NANOARTE ARTWORKS'/><category term='NEWS'/><category term='ARTE E SCIENZA NEWS'/><category term='CONFERENCES'/><category term='ESSAYS'/><title type='text'>ALESSANDRO SCALI ::: NANOART</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>53</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-6735316251216716879</id><published>2010-05-11T20:04:00.006+02:00</published><updated>2010-05-12T09:29:32.129+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ESSAYS'/><title type='text'>VERSO UN RIDIMENSIONAMENTO DELL'ARTE CONTEMPORANEA ::: il saggio integrale</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;di &lt;b&gt;Alessandro Scali&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;con la collaborazione di &lt;b&gt;Alessandro Chiolerio&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;Il nanometro, dall'alto dei suoi 0,000000001 metri, può essere considerato uno dei più grandi protagonisti della contemporaneità, e il suo ruolo guida sembra destinato a ingigantirsi ulteriormente nel prossimo futuro. A cosa è dovuta la straordinaria attenzione che si è concentrata da qualche decennio a questa parte sul nostro piccolissimo eroe? Possibile che un'entità così infinitamente modesta possa assurgere quasi a ruolo di salvatore della specie umana?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;Tanta inaspettata visibilità è senza dubbio ascrivibile allo sviluppo della nanotecnologia, una disciplina nata tutto sommato di recente. Alcune date possono servire come riferimento: nel 1959 Fenyman, docente del California Institute of Technology, è il primo a suggerire un metodo per la manipolazione di atomi e molecole in modo diretto mediante macchinari di dimensioni molecolari. Il termine nanotecnologia compare invece nel 1974, all'interno dell'articolo &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;On the basics concepts of Nanotechnology &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;del giapponese Taniguchi, prima pubblicazione scientifica che offre una dimostrazione della fattibilità della nanotecnologia. Bisogna invece aspettare il 1981 per l'invenzione dello Scanning Tunnel Microscope, primo dispositivo che permette di osservare la materia atomo per atomo.&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;Dal 1981 a oggi la nanotecnologia ha fatto indubbiamente passi da gigante. I suoi effetti sono manifesti anche a persone poco esperte di sviluppo e innovazione tecnologica, e sono consolidati in molteplici settori della produzione industriale, primo fra tutti quello relativo all'elettronica. Questa spinta costante alla miniaturizzazione ha raggiunto oggi limiti un tempo inimmaginabili, fino a consentire di operare su scala nanoscopica, dove è possibile osservare e contare singole molecole e singoli atomi, e dove si mettono in luce le sorprendenti proprietà della fisica quantistica: la materia infatti, a livello nanometrico, presenta peculiarità insolite, non riscontrabili a livello macro.&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;L'entusiasmo che accompagna lo sviluppo di questo settore della scienza è determinato non solo dal fascino della scoperta di un nuovo mondo, quello dell'infinitamente piccolo, ma anche dal fatto che la nanotecnologia – dal punto di vista più strettamente pratico – promette la possibilità di ottenere un numero notevole di vantaggi a fronte dell'utilizzo di una quantità ridotta di risorse. È ormai sotto gli occhi di tutti che la nanotecnologia porta alla progettazione e commercializzazione di dispositivi, strumenti, apparati e congegni sempre più piccoli, economici, leggeri e veloci, in grado di compiere operazioni e funzioni sempre più complesse a fronte di un ridotto impiego di materie prime e un minor consumo di energia. Per rendersi conto del livello raggiunto basta fare l'esempio del telefono cellulare, uno strumento che è evoluto radicalmente in questi anni diventando senza ombra di dubbio più piccolo ma paradossalmente anche più intelligente e veloce oltre che economico.&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;Per comprendere ancora più a fondo il ruolo e la portata della nanotecnologia, basta riflettere sul fatto che la natura stessa si fonda sull'infinitamente piccolo. Scrive a questo proposito il prof. Fabrizio Pirri sul catalogo Nanoarte, vedere l'invisibile:  'La natura è infatti nanotecnologia per definizione e attraverso un processo che viene definito autoaggregazione, partendo dai singoli atomi costruisce strutture nanometriche complesse che poi interagiscono per dare origine ai fenomeni che percepiamo e alle strutture macroscopiche a noi familiari, vita inclusa, e creando alcuni sistemi complessi dalle proprietà incredibili: piante in grado di regolare la loro capacità di assorbire o riflettere la radiazione solare, strutture colorate come le ali delle farfalle e le piume di alcuni uccelli tropicali, il cui colore è dovuto al processo di riflessione della luce solare su particelle assolutamente trasparenti, insetti come le lucciole capaci di emettere luce con un bassissimo consumo energetico'. Ma non solo. L'elemento base della vita è la cellula e la cellula, come è noto, è straordinariamente piccola. Esistono infatti organismi composti da una sola cellula – un esempio è il lievito – così come organismi composti, come l'essere umano, da circa 10.000 cellule.&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;L'obiettivo della nanotecnologia è quello, se vogliamo, di copiare la natura nel suo processo di costruzione/edificazione della vita a partire dai mattoni infinitamente piccoli che la compongono: gli atomi, particelle. Per questo il nanometro e la nanotecnologia vengono spesso additati come veri e propri 'salvatori dell'umanità': perché studiando i meccanismi di funzionamento del mondo vivente, gli scienziati provano a risolvere i problemi del mondo non-vivente. Come scrive Ottilia Saxl, infatti, 'il modo in cui gli organismi marini costruiscono i loro gusci forti può aiutare nella progettazione di materiali automobilistici più leggeri e resistenti; il modo in cui si verifica la fotosintesi all'interno di una foglia può portare a scoprire nuove tecniche per generare efficacemente energia rinnovabile, e il modo in cui un'ortica mette in atto la sua puntura può suggerire migliori tecniche di vaccinazione. Tutte queste idee stanno conducendo a quelle che si chiamano &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;'soluzioni dirompenti&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;, poiché superano ed eliminano completamente i vecchi modi di fare una cosa'. Con degli obiettivi di tale portata, è quasi scontato che il nanometro e la nanotecnologia diverranno man mano sempre più protagonisti e pervasivi, coprendo settori che vanno dalla meccanica all'elettronica dal tessile alla farmaceutica, dalla biologia all'ambiente e all'energetica.&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;Eppure, nonostante la sua pervasività, c'è un settore rilevante della conoscenza umana che sembra &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;resistere&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt; alla nanotecnologia o comunque a ogni tentativo di miniaturizzazione, e che sembra essere stato quasi solo sfiorato dalla scoperta dell'infinitamente piccolo: sto parlando dell'arte, in particolare quello della cosiddetta 'arte alta'.&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;Contrariamente ai telefoni cellulari, ai computer e altri oggetti e strumenti più o meno di uso comune, infatti, le opere d'arte – sia quelle esposte nei musei di arte antica, sia quelle vendute alle fiere d'arte contemporanea - non sembrano essere state investite dalla corsa alla miniaturizzazione. Dall'antichità a oggi – fatte poche e debite eccezioni, come la miniatura o qualche eccentrico pittore che ha perduto la vista mettendosi in testa di dipingere tele estremamente piccole, e che in ogni caso non fanno che confermare la regola – la dimensione delle opere d'arte è rimasta più o meno costante, configurandosi in una medietà compresa tra gli estremi, per le grandi dimensioni, dell'arte monumentale degli antichi egizi, a quelli decisamente meno ingombranti della miniatura medievale. Sembra dunque che nell'arte le dimensioni, sotto un certo punto di vista, contino eccome, e che esista una tradizione estremamente lunga e ben consolidata di espressioni artistiche che lo può confermare.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;Da che cosa dipende questa supposta resistenza? È possibile addurre delle ragioni di ordine teorico, estetico, o più semplicemente legate al buon senso? Soprattutto, è rilevante e pertinente parlare delle dimensioni di un'opera d'arte? Le opere rientrano in categorie di oggetti di una certa taglia? Se fino ad oggi abbiamo assistito a una serie di escursioni sporadiche e poco rilevanti dal punto di vista artistico ed estetico nel mondo della nanotecnolgia o per dirla in termini più astratti dell'infinitamente piccolo, significa forse che le opere d'arte devono avere certe caratteristiche e non altre? Sulla base di un ragionamento di questo tipo, è ipotizzabile stabilire cosa sia un'opera d'arte e cosa non lo  sia prendendone letteralmente le misure?&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;Queste domande possono apparire ridicole o prive di alcuna portata epistemologica o pratica, eppure è attorno a interrogativi del genere che si svolge una delle teorie più interessanti e provocatorie dell'arte e dell’estetica contemporanee, la teoria normativa elaborata dal filosofo torinese Maurizio Ferraris e pubblicata in un volume dal titolo &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;La fidanzata automatica &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;alla fine del 2007. Cosa significa elaborare una teoria normativa dell'arte? Secondo il filosofo italiano significa affermare che per qualche motivo una qualche cosa – sia essa un piccione o un terremoto – non può essere in alcun modo un'opera d'arte, e che cosa, invece, 'possieda i requisiti formali per esserlo'. Quindi, seguendo le orme del Ferraris, capiremo non solo che 'non è vero che qualunque X (soggetto, oggetto, evento) può diventare un'opera d'arte, ma anche che non tutti gli oggetti fisici possono aspirare allo stato di opera'.&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;Per capire come la teoria normativa sia strettamente correlata alle dimensioni dell'arte e dunque all'universo dell'infinitamente piccolo dobbiamo necessariamente svilupparne alcuni punti. Partiamo dalla prima essenziale affermazione: &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;l'arte è la classe delle opere&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;. Secondo Ferraris, non esiste a priori una forma dello spirito, ossia l'arte, a cui corrispondono le opere. Esistono invece 'degli oggetti dotati di certe caratteristiche e non di altre che, in determinate circostanze, possono assumere lo status dell'opera d'arte (come sottotesi, non è vero che qualunque cosa può essere un'opera)'. La seconda e fondamentale affermazione si può formulare in questi termini: ‘&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;le opere d'arte sono prima di ogni altra cosa oggetti fisici, e oggetti di una certa taglia, né troppo grandi né troppo piccoli,  né troppo estesi nel tempo né troppo istantane’i&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;. Non solo: le opere d'arte possono essere identificate sulla base di alcune proprietà essenziali:  'in primo luogo la &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;sensibilità&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt; il cui principio è: la cosa e l'opera cadono necessariamente sotto i sensi. In secondo luogo, la &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;manipolabilità&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;. Il suo principio è: &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;la cosa e l'opera sono essenzialmente a portata di mano maneggiabili e osservabili a occhio nudo, o al massimo muniti di occhiali&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;Possiamo fermarci qui e lasciare i due punti seguenti a chi voglia approfondire la lettura del volume. Se rispondessimo ai quesiti posti precedentemente nei termini della teoria normativa del filosofo italiano, dovremmo ammettere che non è possibile considerare opere d'arte degli oggetti che non possono essere percepiti dai sensi, primo fra tutti la vista. L'occhio vuole sempre la sua parte, mi verrebbe di dire, e Ferraris non sembra avere tutti i torti se si guarda alla storia dell'arte, sia essa primitiva o contemporanea. I fruitori delle opere d'arte, dalla notte dei tempi fino ad oggi, non si sono trovati nell'imbarazzante e paradossale situazione di contemplare qualcosa di non osservabile, o di ascoltare l'inudibile. Per quanto alte, le statue egizie possono essere colte con un solo colpo d'occhio se ce ne si distanzia di qualche metro, così come anche il quadro più piccolo mai dipinto può essere osservato se si avvicina l'occhio alla minuscola tela e si stringono appena gli occhi.&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;Per fare qualche esempio ancora più significativo legato all’arte conteporanea, si prenda una delle opere realizzate dall'artista Cris Orfescu, rumeno di nascita e americano d'adozione. Cos'hanno di particolare tutte le sue opere? Consideriamo i soggetti o i contenuti delle sue tele: cosa raffigurano? É l'artista a definire con precisione il tema costante e trasversale della propria espressione artistica: 'Metto l'universo nanometrico sotto gli occhi degli spettatori visualizzando, mediante un microscopio elettronico a scansione, i nanopaesaggi e le nanosculture create da processi fisici e chimici. Dipingo e manipolo digitalmente le immagini monocromatiche ottenute dal microscopio e le stampo su tela o carta con particolari inchiostri formulati per resistere a lungo'. Orfescu, dunque, tramite il microscopio  elettronico a scansione 'scatta' delle istantanee dell'universo a scala nanometrica – molti elementi, a queste dimensioni, mostrano strutture e forme particolarmente affascinanti che possono evocare, di volta in volta, paesaggi extraterresti, fondali marini o strutture geometriche particolarmente complesse e armoniose – che poi colora e stampa a grandi dimensioni su tela ed espone al pubblico. Sebbene dunque il soggetto dell'opera sia in qualche modo riconducibile alla nanotecnologia – così come alla nanotecnologia è ascrivibile l'ottenimento dell'immagine del nanomondo – il concreto risultato finale è una 'cosa' – un dipinto - che rientra nella teoria normativa di Ferraris: un oggetto - dal punto di vista delle sue peculiarità formali – del tutto ordinario, né troppo piccolo né troppo grande, senza dubbio manipolabile e indiscutibilmente percepibile direttamente e senza alcuno sforzo da parte dell'occhio umano. Dunque, dal punto di vista strettamente fisico o formale, nulla impedisce che la tela dipinta da Orferscu possa essere considerata o meno un'opera d'arte.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;Cosa capita invece se si analizzano alcuni degli artefatti – lungi da me la tentazione di definirli a priori opere d'arte - realizzati dal sottoscritto con la complicità di un docente e di un team di ricercatori del dipartimento di fisica del Politecnico di Torino? Prendiamo alcuni casi concreti: &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;Dimensione attuale&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt; è un artefatto realizzato nel 2007 e consiste in una 'nanolitografia' del continente africano di 300 x 280 nanometri su una piccola superficie metallica di circa 2 cm per 2. Vi state forse chiedendo che cosa vede un qualsiasi essere umano che si trovi di fronte, anche a pochi centimetri, il piccolo wafer di silicio litografato? Assolutamente nulla. Per l'occhio umano, l'opera è totalmente inaccessibile. Nemmeno un falco potrebbe distinguerebbe qualcosa. Non basterebbe nemmeno una lente d'ingrandimento, e tantomeno un microscopio ottico. La litografia dell'Africa è dannatamente, infinitamente piccola. Per riuscire a visualizzarla dovremmo disporre di un microscopio elettronico a scansione, ma anche se fossimo così ben dotati dovremmo armarci di una pazienza infinita perché l'Africa, facendo le debite proporzioni, è talmente piccola che cercare un oggetto di 300 x 280 nanometri su una superficie di 2 cm per 2 è molto più complicato che trovare un ago in un pagliaio. Se vi state chiedendo che senso abbia un oggetto del genere, pensate al significato che intendo trasmettere: la dimensione attuale dell'Africa va misurata su scale nanometriche. Sebbene occupi una superficie di tutto rispetto sulle mappe geografiche, l'Africa è invisibile agli occhi dei più.&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;Ma passiamo oltre, e consideriamo un secondo artefatto nato dalla collaborazione con il team del Politecnico di Torino: una serie di impronte micrometriche impresse su un wafer di silicio. L’opera, intitolata &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;Oltre le colonne d’Ercole&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;, intende simboleggiare il superamento di un limite, quello della visibilità a occhio nudo e della percezione legata ai sensi, e soprattutto i primi passi dell’essere umano e in particolare dell’arte nell’universo dell’infinitamente piccolo. Anche dal punto di vista delle dimensioni possiamo parlare di primi passi: in confronto alle dimensioni nanometriche di &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;Dimensione attuale&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;, si potrebbe dire che &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;Oltre le colonne d’ercole&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt; è un’opera gigantesca: le impronte sono grandi qualche micron, e nel complesso la passeggiata è lunga circa 2 centimetri. In ogni caso, a occhio nudo si fa fatica a vedere qualcosa: in particolari condizioni di luce si riesce a intravedere una serie di puntini che formano una linea serpeggiante, ma nulla più.&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify;mso-layout-grid-align:none; text-autospace:none"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;È solo grazie alle quattro immagini in bianco e nero ottenute con un FESEM - esposte, nel caso del premio San Fedele di Milano, ad integrazione dell’opera – che è possibile mettere in luce i dettagli: su un paesaggio che appare lunare si distinguono chiaramente i segni degli scarponi lasciati da qualcuno, ma non solo, si riconosce la pressione esercitata dal peso del corpo sul terreno: le impronte non sono semplicemente ‘disegnate’ sono davvero ‘impresse’, hanno profondità.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;Sono anche, infine, i primi passi dell’arte oltre il limite del visibile: opere che ci sono, esistono, ma si sottraggono allo sguardo, si negano alla vista: lì, l’occhio bulimico contemporaneo non può arrivare. Costantemente bombardato da una sequenza infinita di sollecitazioni, di fronte a opere invisibili l’occhio deve arrendersi alla sua temporanea inutilità. &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;Non ci resta che fare un ultimo esempio, e provare poi a trarre qualche conclusione. Tra gli artefatti realizzati recentemente ce n’è uno dedicato nello specifico a Maurizio Ferraris e ai temi discussi precedentemente. L’opera si intitola &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;Artwork&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt; e consiste in una frase litografata su un wafer di silicio che recita: &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;This is not an artwork&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;. In altre parole, in questo caso l’intento è quello di creare una sorta di contraddizione o cortocircuito interpretativo: un oggetto, una cosa, un artefatto che si definisce opera d’arte ma che consiste in una frase che nega ciò che il titolo afferma. Poichè Ferraris sostiene che un’opera d’arte è tale solo se è direttamente percepibile dai sensi, se è osservabile direttamente ed è manipolabile, ho pensato di realizzare un’opera che dese un po’ di filo da torcere al nostro concittadino filosofo.&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;Con la descrizione di &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;Artwork&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt; si conclude questo veloce excursus nelle opere invisibili realizzate a partire dal 2007. Che significato attribuire a questo genere di espressione artistica? Ha senso presentare delle opere che di primo acchito sono impenetrabili all’occhio umano? Chiariamo subito un fatto fondamentale: la dimensioni micro o nanometrica delle opere non è fine a se stessa. L’intento non è quello, riduttivo, di entrare nel guinnes dei primati per aver relizzato le opere più piccole del mondo. Al contrario, ogni opera ha un preciso significato, che viene esplicitato &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;anche&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt; attraverso la dimensione dell’opera,&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;Se quindi ogni opera, presa singolarmente, cerca di offrire un nuovo punto di vista sul mondo, un’interpretazione dell’esistente, è altrettanto vero che a livello generale uno degli obiettivi di queste opere d’arte invisibili è quello di mettere in discussione uno degli assunti fondamentali dell’arte e dell’estetica: la dittatura dell’occhio. Le opere realizzate con la collaborazione del Politecnico di Torino sfuggono alla visione, si negano all’osservazione diretta; a quelle dimensioni, l’occhio bulimico contemporaneo, sollecitato da una crescita ipertrofica degli stimoli visivi, non può in alcun modo arrivare. L’occhio, da protagonista unico e assoluto, diventa elemento superfluo, marginale, secondario, non più essenziale.&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;E allora, creare opere invisibili significa forse voler estromettere l’atto della visione dall’esperienza artistica? Significa negare la rilevanza dei sensi nel  rapporto con le opere d’arte? Non credo proprio. In primo luogo perchè questi artefatti, sebbene invisibili ad occhio nudo, non significa che non esistano. La scritta &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;This is not an artwork&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt; è stata effettivamente incisa sulla superficie di silicio: è una traccia fisica, una cosa, e non un’idea, un concetto o l’ennesima vuota provocazione dell’arte contemporanea; inoltre, l’opera è stata concretamente realizzata all’interno di laboratori specializzati, grazie all’utilizzo di strumenti ad hoc maneggiati da ricercatori con specifiche competenze.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;La Nanoarte vuole, al contrario, porre l’accento su una visione - e più in generale un rapporto con l’arte - non superficiale ma più attenta e approfondita, una percezione che vada oltre l’occhio e coinvolga in misura preponderante l’organo che più di ogni altro ci permette di osservare e interpretare il mondo, il cervello. La Nanoarte – intesa come produzione di opere infinitamente piccole – si vuole configurare, paradossalmente, come &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;l’esaltazione della visione&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;, e non la sua negazione. Scrive a questo proposito la critica d’arte Maddalena Mazzocut-Mis: ‘come nel sentimento del sublime, così nella modalità di fruizione che la mostra ci propone, il collasso preliminare è necessario per l’acquisizione di una diversa consapevolezza sentimentale legata a un processo di fruizione stratificato. La messa in scacco dei sensi – la vista che non vede nulla – e dell’immaginazione – che non immagina nulla – è pregiudiziale al risultato della fruizione. Le opere di Scali e Goode impongono tale sacrifico al fine di esaltare, in secondo momento e a un secondo livello, le  potenzialità della fruizione’.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;Oltre a minare la dittatura dell’occhio, le opere d’arte invisibili a occhio nudo si contrappongono frontalmente al gigantismo e alla &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;grandeur&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt; dell’arte contemporanea. Mi spiego meglio: l’arte attuale soffre di ipertrofismo. Fiere d’arte immense, che ospitano migliaia di opere affastellate una accanto all’altra come sugli scaffali del più banale e scontato ipermercato; biennali di arte contemporanea che spuntano come funghi in ogni angolo del mondo e fanno a gara ad invitare quanti più artisti possibili, appartenenti alle più svariate correnti e discipline; artisti paragonabili a rockstar, più interessati alla vendita delle loro opere che preoccupati di trasmettere nuovi messaggi, visioni del mondo alternative, punti di vista rilevanti. Queste tendenze di contro non fanno altro che mettere sempre più l’accento sull’arte intesa come &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;mercato&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;, svilendone l’aspetto culturale.&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoBodyText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;Perchè se è vero che l’arte è tuttora un ottimo business, se è vero che è considerata un bene rifugio e rappresenta un settore economico rilevante per paesi dalla tradizione riconosciuta come l’Italia e la Spagna, è altrettanto vero che ha sempre meno peso e rilevanza dal punto di vista culturale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;La Nanoarte intende proporre un esplicito processo di &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;ridimensionamento&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt; dell’arte contemporanea: un’espressione artistica che rinuncia al gigantismo, al protagonismo, all’esibizione e alla provocazione fini a se stesse, all’impoverimento dei contenuti. alle velleità del mercato, allo strapotere dei critici e delle gallerie; la nostra è un’arte che prova ad eliminare tutto il superfluo per esaltare quelle che per noi sono le caratteristiche indispensabili dell’espressione artistica: la capacità non solo di sorprendere e meravigliare, ma di far riflettere, di proporre la visione del mondo da un’angolatura diversa, di andare oltre la superficie patinata delle immagini, di suscitare sentimenti, perplessità, dubbi e delle opere sfruttando i limiti e le potenzialità dell’essere umano.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" font-weight: bold; font-size:medium;"&gt;Bibliografia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;Ferraris, Maurizio – La fidanzata automatica, Bompiani, Milano 2007&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;Ferraris, Maurizio – Estetica razionale, Raffaello Cortina editore, Milano 1997&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;Raimondi, Stefano – Nanoarte, vedere l’invisibile, Skira 2007&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;Heidegger, Martin – L’origine dell’opera d’arte, La Nuova Italia, Firenze, 1968&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;Feynman, Richard P. – Sei pezzi facili, Adelphi, Milano, 2000&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;Feynman, Richard P. – Plenty of room at the bottom, Pasadena, 1959&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;Taniguchi, Jiro - On the basics concepts of nanotchnology, Tokio 1974&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;Gibson, James J. – Un approccio ecologico alla percezione visiva,  Il Mulino, Bologna, 1979&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'lucida grande';"&gt;Kant, Immanuel – Critica del giudizio, Bompiani, Milano 2004&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;   &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-6735316251216716879?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/6735316251216716879/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=6735316251216716879' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/6735316251216716879'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/6735316251216716879'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2010/05/verso-un-ridimensionamento-dellarte.html' title='VERSO UN RIDIMENSIONAMENTO DELL&apos;ARTE CONTEMPORANEA ::: il saggio integrale'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-6770224471659392005</id><published>2010-05-11T11:10:00.003+02:00</published><updated>2010-05-11T11:17:09.969+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CONFERENCES'/><title type='text'>UNIVERSOS Y METAVERSOS ::: il VIDEO della CONFERENZA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/S-kgal3eUMI/AAAAAAAABLY/ucI3h9dJbJ4/s1600/Immagine+1.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 229px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/S-kgal3eUMI/AAAAAAAABLY/ucI3h9dJbJ4/s400/Immagine+1.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5469938863631651010" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A &lt;a href="http://audiovisuals.ub.es/cgi-bin/visor.cgi?G_FITXER=AUCAVI&amp;amp;G_CODI=&amp;amp;media_id=50bfea9daa62784d12e3"&gt;questo link &lt;/a&gt;potete visualizzare il video della conferenza tenuta da &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;Alessandro Scali&lt;/span&gt; e A&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;lessandro Chiolerio&lt;/span&gt; all'Università di Barcellona. Il video è in lingua italiana.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-6770224471659392005?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/6770224471659392005/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=6770224471659392005' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/6770224471659392005'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/6770224471659392005'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2010/05/universos-y-metaversos-il-video-della.html' title='UNIVERSOS Y METAVERSOS ::: il VIDEO della CONFERENZA'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/S-kgal3eUMI/AAAAAAAABLY/ucI3h9dJbJ4/s72-c/Immagine+1.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-5872646090191524363</id><published>2010-05-03T17:00:00.001+02:00</published><updated>2010-05-03T17:03:32.553+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NAN°ART'/><title type='text'>TECHNARTE ::: OLTRE LE COLONNE D'ERCOLE</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/kOmDnedcJTQ&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/kOmDnedcJTQ&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un breve video dell'opera di &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;Alessandro Scali&lt;/span&gt; - realizzata in collaborazione con il &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;Dipartimento di Fisica del &lt;a href="http://www.polito.it"&gt;Politecnico di Torino&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; - esposta presso il Centro Euskalduna di Bilbao in occasione di &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a href="http://www.technarte.org"&gt;Technarte&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;, conferenza internazionale di arte e tecnologia - 15/17 aprile 2010.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-5872646090191524363?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/5872646090191524363/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=5872646090191524363' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/5872646090191524363'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/5872646090191524363'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2010/05/technarte-oltre-le-colonne-dercole.html' title='TECHNARTE ::: OLTRE LE COLONNE D&apos;ERCOLE'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-5037243835403569989</id><published>2010-04-27T14:27:00.010+02:00</published><updated>2010-04-27T15:16:37.332+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NAN°ART'/><title type='text'>SPECIALE TV SU TECHNARTE : NANOARTE</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Realizzato dal primo canale televisivo basco, è uno speciale dedicato a &lt;a href="http://www.technarte.org/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;TECHNARTE 2010&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.  Nel servizio, un'intervista ad &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Alessandro Scali&lt;/span&gt; e le immagini dell'opera esposta nell'Euskalduna Centre.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="380" height="282"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/vcKkD1u-apE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/vcKkD1u-apE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="380" height="282"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-5037243835403569989?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/5037243835403569989/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=5037243835403569989' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/5037243835403569989'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/5037243835403569989'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2010/04/speciale-tv-su-technarte-nanoarte.html' title='SPECIALE TV SU TECHNARTE : NANOARTE'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-3245892753178093724</id><published>2010-04-26T09:55:00.003+02:00</published><updated>2010-04-26T10:02:57.401+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ARTE E SCIENZA NEWS'/><title type='text'>FORME E SUONI DALLO SPAZIOTEMPO : ROMA</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si tiene oggi alle 14 a &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;Roma&lt;/span&gt;, presso la &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;sala Promoteca del Campidoglio&lt;/span&gt;, una giornata di incontri dedicata al &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;rapporto tra arte e scienza&lt;/span&gt; dal titolo &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold; "&gt;Forme e suoni dallo spaziotempo&lt;/span&gt;. Intervengono, tra gli altri, personalità di spicco come &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold; "&gt;Giordano Bruno, Maurizio Calvesi, Simone Carunchio, Michele De Luca, Pietro Giannone, Giovanni Giorgini, Antonio Passa e Gabriele &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold; "&gt;Simongini.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fonte:&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt; &lt;a href="http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp?idelemento=90248"&gt;Exibart&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-3245892753178093724?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/3245892753178093724/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=3245892753178093724' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/3245892753178093724'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/3245892753178093724'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2010/04/forme-e-suoni-dallo-spaziotempo-roma.html' title='FORME E SUONI DALLO SPAZIOTEMPO : ROMA'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-1460588010613632498</id><published>2010-04-26T09:49:00.005+02:00</published><updated>2010-04-26T11:28:39.744+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ARTE E SCIENZA NEWS'/><title type='text'>NUOVA SEZIONE: ARTE E SCIENZA NEWS</title><content type='html'>Da oggi 26 aprile il blog &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;Nanoarte&lt;/span&gt; si arricchisce di una &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;nuova sezione&lt;/span&gt; dedicata a news, articoli, saggi, video e curiosità legati al &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;rapporto tra arte e scienza&lt;/span&gt;. I contenuti della sezione sono a cura di &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;Alessandro Scali&lt;/span&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-1460588010613632498?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/1460588010613632498/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=1460588010613632498' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/1460588010613632498'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/1460588010613632498'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2010/04/nuova-sezione-arte-e-scienza-news.html' title='NUOVA SEZIONE: ARTE E SCIENZA NEWS'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-8040574238633911325</id><published>2010-04-23T18:11:00.006+02:00</published><updated>2010-04-23T18:20:45.486+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NEWS'/><title type='text'>ARTICOLI SU SCALI @ TECHNARTE : BILBAO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/S9HIDWVEELI/AAAAAAAABLQ/l1x090sWwG8/s1600/Immagine+7.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 108px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/S9HIDWVEELI/AAAAAAAABLQ/l1x090sWwG8/s400/Immagine+7.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5463367782836211890" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;Alcuni importanti quotidiani spagnoli e baschi hanno dedicato alcuni articoli sulla partecipazione di &lt;b&gt;Alessandro Scali&lt;/b&gt; alla quinta edizione di &lt;b&gt;&lt;a href="http://www.technarte.org/"&gt;Technarte&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;. E' il caso di &lt;a href="http://www.elmundo.es/elmundo/2010/04/13/paisvasco/1271176196.html"&gt;El Mundo&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.elcorreo.com/vizcaya/v/20100406/sociedad/technarte-mostrara-como-movil-20100406.html"&gt;El Correo&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-8040574238633911325?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/8040574238633911325/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=8040574238633911325' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/8040574238633911325'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/8040574238633911325'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2010/04/articoli-su-scali-technarte-bilbao.html' title='ARTICOLI SU SCALI @ TECHNARTE : BILBAO'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/S9HIDWVEELI/AAAAAAAABLQ/l1x090sWwG8/s72-c/Immagine+7.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-5763049178371224588</id><published>2010-04-23T17:18:00.004+02:00</published><updated>2010-04-23T17:35:23.536+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CONFERENCES'/><title type='text'>UNIVERSOS Y METAVERSOS. Università di Barcellona.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/S9G8vtOixtI/AAAAAAAABLA/0vLMnMON1og/s1600/CAT_01.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 256px; height: 171px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/S9G8vtOixtI/AAAAAAAABLA/0vLMnMON1og/s400/CAT_01.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5463355350757590738" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;&lt;b&gt;Alessandro Scali&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Alessandro Chiolerio&lt;/b&gt; hanno partecipato come &lt;i&gt;invited speakers&lt;/i&gt; a &lt;b&gt;&lt;a href="http://audiovisuals.ub.es/cgi-bin/veurereg.cgi?G_USCODI=38005&amp;amp;G_ENTORN=AUCA&amp;amp;G_CODI=01368"&gt;UNIVERSOS Y METAVERSOS&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;, conferenza sull'applicazione artistica dei nuovi media, tenutasi presso il Dipartimento di Storia dell'arte dell'Università di Barcellona. nel corso dell'intervento del 7 aprile, intitolato &lt;i&gt;&lt;b&gt;Verso un ridimensionamento dell'arte contemporanea&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;, Scali e Chiolerio hanno presentato alcune delle opere d'arte micrometriche e nanometriche realizzate presso il Politecnico di Torino, che si oppongono alla &lt;/span&gt;dittatura dell'occhio&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt; e al &lt;/span&gt;gigantismo e all'ipertrofismo dell'arte contemporanea&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-5763049178371224588?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/5763049178371224588/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=5763049178371224588' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/5763049178371224588'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/5763049178371224588'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2010/04/universos-y-metaversos-universita-di.html' title='UNIVERSOS Y METAVERSOS. Università di Barcellona.'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/S9G8vtOixtI/AAAAAAAABLA/0vLMnMON1og/s72-c/CAT_01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-4982641638397735040</id><published>2010-04-23T16:34:00.009+02:00</published><updated>2010-04-23T17:03:00.402+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CONFERENCES'/><title type='text'>TECHNARTE 2010: THIS IS NOT AN ARTWORK</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/S9GxwomjRrI/AAAAAAAABKg/BWNXDun4g8Q/s1600/Immagine+2.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 362px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/S9GxwomjRrI/AAAAAAAABKg/BWNXDun4g8Q/s400/Immagine+2.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5463343272068073138" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://3.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/S9GyLlO5JBI/AAAAAAAABKo/tAZeydsg-RE/s400/Immagine+3.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5463343735020004370" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 290px; height: 400px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 238); -webkit-text-decorations-in-effect: underline; "&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/S9GzcfrpJVI/AAAAAAAABKw/pu65n5s5FcI/s400/Immagine+6.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5463345125099382098" style="display: block; margin-top: 0px; margin-right: auto; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 303px; " /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alcune immagini dell'opera micrometrica &lt;b&gt;&lt;i&gt;Oltre le colonne d'Ercole&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;, esposta nell'atrio del &lt;b&gt;Centro Euskaldun&lt;/b&gt;a di &lt;b&gt;Bilbao&lt;/b&gt; in occasione della quinta edizione di &lt;b&gt;&lt;a href="http://technarte.org/en/blog/?p=314"&gt;TECHNARTE&lt;/a&gt;, &lt;/b&gt;conferenza internazionale di arte e scienza tenutasi a Bilbao dal 15 al 17 di aprile. Il piccolo wafer di silicio su cui è stata impressa una 'passeggiata' di pochi micron è stato messo sotto la lente di un microscopio ottico usb collegato a sua volta al monito di un computer.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alessandro Scali, invited speaker, ha tenuto un intervento intitolato &lt;i&gt;&lt;b&gt;Questa non è un'opera d'arte&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;, nel quale ha affrontato, da un punto di vista scientifico, artistico e filosofico, il problema delle dimensioni di un'opera d'arte, presentando le teorie di &lt;b&gt;&lt;a href="http://www.labont.it/ferraris/"&gt;Maurizio Ferraris&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; pubblicate nel libro &lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://www.labont.it/ferraris/BOOKS/033_Fidanzata_Automatica.asp"&gt;La fidanzata automatica&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;a href="http://www.labont.it/ferraris/BOOKS/033_Fidanzata_Automatica.asp"&gt; &lt;/a&gt;e l'opera invisibile ad occhio nudo a lui dedicata, dal titolo &lt;b&gt;&lt;i&gt;Artwork.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-4982641638397735040?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/4982641638397735040/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=4982641638397735040' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/4982641638397735040'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/4982641638397735040'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2010/04/technarte-2010-this-is-not-artwork.html' title='TECHNARTE 2010: THIS IS NOT AN ARTWORK'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/S9GxwomjRrI/AAAAAAAABKg/BWNXDun4g8Q/s72-c/Immagine+2.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-6755526269228465946</id><published>2010-01-26T12:45:00.004+01:00</published><updated>2010-01-26T13:05:19.627+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CONFERENCES'/><title type='text'>TECHNARTE 2010</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/S17aY3RZEYI/AAAAAAAABI0/0CDUUyB4fDQ/s1600-h/Immagine+9.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 117px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/S17aY3RZEYI/AAAAAAAABI0/0CDUUyB4fDQ/s400/Immagine+9.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5431018321344008578" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche quest'anno sarò tra gli invited speaker di &lt;a href="http://www.technarte.org/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;TECHNARTE&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, conferenza sull'arte e la tecnologia che si terrà a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bilbao&lt;/span&gt; il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;15/16 aprile 2010&lt;/span&gt;. Il mio intervento (&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;16 aprile alle 11:45&lt;/span&gt;) si intitolerà &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;'This is not an artwork'&lt;/span&gt; e sarà incentrato sull'opera omonima realizzata circa un anno fa e dedicata al filosofo italiano &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Maurizio Ferraris&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -&lt;br /&gt;After 2009 edition, in 2010 I'll be again  one of the invited speaker at &lt;a href="http://www.technarte.org/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;TECHNARTE&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, international conference on art &amp;amp; technology, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bilbao&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;15/16 april 2010&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;My speech, titled &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;'This is not an artwork'&lt;/span&gt;, will focus on the invisible artwork realized in 2009 and dedicated to italian philosopher &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Maurizio Ferraris&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-6755526269228465946?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/6755526269228465946/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=6755526269228465946' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/6755526269228465946'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/6755526269228465946'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2010/01/technarte-2010.html' title='TECHNARTE 2010'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/S17aY3RZEYI/AAAAAAAABI0/0CDUUyB4fDQ/s72-c/Immagine+9.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-584332462537421675</id><published>2009-12-04T12:47:00.008+01:00</published><updated>2009-12-04T13:03:49.846+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NANOARTE ARTWORKS'/><title type='text'>PINEAPPLE ::: MADE IN HEAVEN</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/Sxj6ff6TrzI/AAAAAAAABIY/7IEDkoZwLpY/s1600-h/pineapple1.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 303px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/Sxj6ff6TrzI/AAAAAAAABIY/7IEDkoZwLpY/s400/pineapple1.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5411350371334598450" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/Sxj6RH5TyWI/AAAAAAAABII/69wQPq66YwY/s1600-h/pineapple2.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/Sxj6RH5TyWI/AAAAAAAABII/69wQPq66YwY/s400/pineapple2.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5411350124369791330" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/Sxj6JA2DguI/AAAAAAAABIA/IyXBUk9J20s/s1600-h/pineapple3.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 203px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/Sxj6JA2DguI/AAAAAAAABIA/IyXBUk9J20s/s400/pineapple3.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5411349985038140130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/Sxj5ozqqjpI/AAAAAAAABHw/pxq5zCAYOz4/s1600-h/pineapple5.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 204px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/Sxj5ozqqjpI/AAAAAAAABHw/pxq5zCAYOz4/s400/pineapple5.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5411349431744892562" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Pineapple&lt;/strong&gt; (&lt;strong&gt;Ananas&lt;/strong&gt;) è il titolo dell’ultima opera di &lt;a href="http://nanoarte.blogspot.com/"&gt;&lt;strong&gt;Nanoarte&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; di &lt;strong&gt;Alessandro Scali &lt;/strong&gt;realizzata in collaborazione con il &lt;a href="http://www.polito.it/"&gt;Politecnico di Torino&lt;/a&gt;, in particolare con il prof. &lt;strong&gt;Fabrizio Pirri&lt;/strong&gt;, i PhD &lt;strong&gt;Gabriele Maccioni &lt;/strong&gt;e&lt;strong&gt; Alessandro Chiolerio&lt;/strong&gt;,&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;e&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Alessandro Nesca&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;Microla&lt;/strong&gt; .&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Da millenni la religione e la promessa del paradiso sono tra i pretesti più utilizzati per giustificare un’azione di guerra. A questo proposito, l’ananas in oggetto è un particolare frutto religiosamente coltivato e amorevolmente prodotto in paradiso.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’opera consiste nell’aver inciso sulla granata - in dimensioni micrometriche, sulla falsariga di una ‘nota legale’ - la scritta &lt;strong&gt;MADE IN HEAVEN&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;- - - - - -&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;PINEAPPLE&lt;/span&gt; is the title of the last artwork by &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Alessandro Scali&lt;/span&gt;, realized inside &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Politecnico di Torino Labs&lt;/span&gt;, thanks to the team leaded by prof. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Fabrizio Pirri&lt;/span&gt; and PhDs &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gabriele Maccioni&lt;/span&gt; and &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Alessandro Chiolerio&lt;/span&gt;, and &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Alessandro Neca&lt;/span&gt; from &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Microla&lt;/span&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;By ages religion is and the promise of the paradise are among the most used pretexts to justify a war. According to this, the pineapple shown in the pictues is a very special fruit religiously cultivated and lovingly produced in paradise.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-584332462537421675?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/584332462537421675/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=584332462537421675' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/584332462537421675'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/584332462537421675'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2009/12/pineapple-made-in-heaven.html' title='PINEAPPLE ::: MADE IN HEAVEN'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/Sxj6ff6TrzI/AAAAAAAABIY/7IEDkoZwLpY/s72-c/pineapple1.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-8448189257080309866</id><published>2009-06-16T10:08:00.007+02:00</published><updated>2009-06-25T16:10:10.351+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CONFERENCES'/><title type='text'>NANOARTE all'ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA di TORONTO / 8 luglio 2009</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/SjdTYkJUKHI/AAAAAAAABGQ/qyDnuhVUOds/s1600-h/Immagine+7.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 95px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/SjdTYkJUKHI/AAAAAAAABGQ/qyDnuhVUOds/s400/Immagine+7.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5347834764010465394" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;L'8 luglio il prof. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Alberto Tagliaferro&lt;/span&gt; del Politecnico di Torino terrà una lecture sulla &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nanoarte&lt;/span&gt; all'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Istituto Italiano di Cultura di Toronto&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Lasciando per una volta da parte l'ingegneria e la fisica, il prof. Tagliaferro presenterà le opere di Alessandro Scali (Torino, 1972) e Robin Goode (Cape Town, 1979), realizzate con la collaborazione del Dipartimento di Fisica del Politecnico di Torino, e affronterà alcuni dei temi legati a questa nuova corrente artistica, sia dal punto di vista scientifico che artistico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; - - - - - - - - - - - - - - - - &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.iictoronto.esteri.it/IIC_Toronto/webform/SchedaEvento.aspx?id=387&amp;amp;citta=Toronto"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;The Invisible art: Nanoart.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; A lecture by Prof. &lt;strong&gt;Alberto Tagliaferro.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt; Artworks by Alessandro Scali and Robin Goode in collaboration with Politecnico di Torino.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;Wednesday, July 8, 2009 - 6:30 pm &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;Istituto Italiano di Cultura - 496 Huron St., Toronto &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;Free admission &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;Infoline: 416.921.3802 int. 221&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;     &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-8448189257080309866?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/8448189257080309866/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=8448189257080309866' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/8448189257080309866'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/8448189257080309866'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2009/06/nanoarte-allistituto-italiano-di.html' title='NANOARTE all&apos;ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA di TORONTO / 8 luglio 2009'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/SjdTYkJUKHI/AAAAAAAABGQ/qyDnuhVUOds/s72-c/Immagine+7.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-6601823041862365301</id><published>2009-06-10T14:49:00.003+02:00</published><updated>2009-06-10T14:52:23.583+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CONFERENCES'/><title type='text'>POLITECNICO/NANOARTE STAND at NANOFORUM</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/Si-sOmQXqFI/AAAAAAAABGI/VGhGF0kylAI/s1600-h/DSCN1603.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/Si-sOmQXqFI/AAAAAAAABGI/VGhGF0kylAI/s400/DSCN1603.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5345680649499420754" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alessandro Chiolerio from Politecnico di Torino and Alessandro Scali from Nanoarte at  NANOFORUM 2009.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-6601823041862365301?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/6601823041862365301/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=6601823041862365301' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/6601823041862365301'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/6601823041862365301'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2009/06/politecniconanoarte-stand-at-nanoforum.html' title='POLITECNICO/NANOARTE STAND at NANOFORUM'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/Si-sOmQXqFI/AAAAAAAABGI/VGhGF0kylAI/s72-c/DSCN1603.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-5178019427275823286</id><published>2009-06-08T17:21:00.005+02:00</published><updated>2009-12-04T16:10:21.480+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CONFERENCES'/><title type='text'>NANOARTE al NANOFORUM / Torino, 9 - 11 giugno</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/Si0tBxYCdHI/AAAAAAAABGA/f__yycvkgyc/s1600-h/nanoforum.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 87px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/Si0tBxYCdHI/AAAAAAAABGA/f__yycvkgyc/s400/nanoforum.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5344977841215927410" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.nanoarte.it/"&gt;Nanoarte&lt;/a&gt; partecipa alla seconda edizione del &lt;a href="http://www.nanoforum.it/"&gt;Nanoforum&lt;/a&gt;, che si svolge per la prima volta a Torino dal 9 all'11 giugno 2009. Nanoarte sarà all'interno dello stand del &lt;a href="http://www.polito.it/"&gt;Politecnico di Torino&lt;/a&gt;, insieme a &lt;a href="http://www.kutcomm.com/"&gt;Kut communications&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;- - - - - -&lt;br /&gt;The &lt;a href="http://www.nanoarte.it"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nanoart project&lt;/span&gt; by &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Alessandro Scali&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; will be part of the 2nd edition of &lt;a href="http://www.nanoforum.it/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;NANOFORUM&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, for the first time in Turin from 9 to 11 june 2009. Nanoarte will be inside Politecnico di Torino stand, together with &lt;a href="http://www.kutcomm.com"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Kut communications&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, design &amp;amp; comunications agency specialized in scientific &amp;amp; hi-tech communications.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-5178019427275823286?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/5178019427275823286/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=5178019427275823286' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/5178019427275823286'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/5178019427275823286'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2009/06/nanoarte-al-nanoforum-torino-9-11.html' title='NANOARTE al NANOFORUM / Torino, 9 - 11 giugno'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/Si0tBxYCdHI/AAAAAAAABGA/f__yycvkgyc/s72-c/nanoforum.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-4194295865359079682</id><published>2009-05-25T12:52:00.004+02:00</published><updated>2009-05-25T13:52:10.841+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CONFERENCES'/><title type='text'>TECHNARTE - NANOART CONFERENCE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/Shp44pBQ9mI/AAAAAAAABF4/WoFDrF1Xc_8/s1600-h/technarte3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/Shp44pBQ9mI/AAAAAAAABF4/WoFDrF1Xc_8/s400/technarte3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5339713222680311394" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/Shp4yHjdVVI/AAAAAAAABFw/jNFmWKcznhw/s1600-h/technarte2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 300px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/Shp4yHjdVVI/AAAAAAAABFw/jNFmWKcznhw/s400/technarte2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5339713110617707858" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/Shp4q7AE8gI/AAAAAAAABFo/s6X0W9RAIIY/s1600-h/technarte1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/Shp4q7AE8gI/AAAAAAAABFo/s6X0W9RAIIY/s400/technarte1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5339712986988999170" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alessandro Scali and Alessandro Chiolerio from Politecnico di Torino during the Nanoart conference.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-4194295865359079682?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/4194295865359079682/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=4194295865359079682' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/4194295865359079682'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/4194295865359079682'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2009/05/technarte-nanoart-conference.html' title='TECHNARTE - NANOART CONFERENCE'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/Shp44pBQ9mI/AAAAAAAABF4/WoFDrF1Xc_8/s72-c/technarte3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-4451193104816888616</id><published>2009-05-25T11:51:00.002+02:00</published><updated>2009-05-25T11:54:42.696+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CONFERENCES'/><title type='text'>TECHNARTE - BILBAO - 23/24 APRIL, 2009</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/ShpqhHg3ULI/AAAAAAAABFg/vdGW36vCNZY/s1600-h/technartegroup.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 280px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/ShpqhHg3ULI/AAAAAAAABFg/vdGW36vCNZY/s400/technartegroup.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5339697425386262706" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;The TECHNARTE TEAM 2009.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-4451193104816888616?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/4451193104816888616/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=4451193104816888616' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/4451193104816888616'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/4451193104816888616'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2009/05/technarte-bilbao-2324-april-2009.html' title='TECHNARTE - BILBAO - 23/24 APRIL, 2009'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/ShpqhHg3ULI/AAAAAAAABFg/vdGW36vCNZY/s72-c/technartegroup.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-5096505057785471919</id><published>2009-04-19T18:19:00.005+02:00</published><updated>2009-04-19T18:27:45.250+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NAN°ART'/><title type='text'>NANOARTE WEBSITE UPDATED / WWW.NANOARTE.IT</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/SetQ4DlYxKI/AAAAAAAABEo/RXJ0NI7wBs4/s1600-h/Immagine+8.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 211px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/SetQ4DlYxKI/AAAAAAAABEo/RXJ0NI7wBs4/s400/Immagine+8.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5326439908260758690" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il sito &lt;a href="http://www.nanoarte.it/nano_ita.html"&gt;Nanoarte.it&lt;/a&gt; è online con nuovi contenuti, una nuova galleria di immagini e &lt;a href="http://www.nanoarte.it/nano_eng.html"&gt;una nuova sezione in inglese&lt;/a&gt;. Un grazie speciale a &lt;a href="http://gammarco.blogspot.com/"&gt;Marco Gamba&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;- - - - - - - - - - -&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.nanoarte.it/nano_eng.html"&gt;The official Nanoarte website&lt;/a&gt; is online with new contents, a new artworks gallery and a new english section. Special thanks to &lt;a href="http://gammarco.blogspot.com/"&gt;Marco Gam&lt;/a&gt;&lt;a href="http://gammarco.blogspot.com/"&gt;ba&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-5096505057785471919?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/5096505057785471919/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=5096505057785471919' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/5096505057785471919'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/5096505057785471919'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2009/04/nanoarte-website-updated-wwwnanoarteit.html' title='NANOARTE WEBSITE UPDATED / WWW.NANOARTE.IT'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/SetQ4DlYxKI/AAAAAAAABEo/RXJ0NI7wBs4/s72-c/Immagine+8.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-5461401139238201191</id><published>2009-04-19T17:56:00.009+02:00</published><updated>2009-04-20T12:54:43.312+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CONFERENCES'/><title type='text'>NANOARTE a TECHNARTE 2009</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/SetJ18jUu4I/AAAAAAAABEQ/NGAEB_xaqyo/s1600-h/Immagine+7.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 95px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/SetJ18jUu4I/AAAAAAAABEQ/NGAEB_xaqyo/s400/Immagine+7.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5326432175431924610" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Si terrà a Bilbao, il 23 e il 24 aprile, la seconda edizione di &lt;a href="http://technarte.org/en/index.php"&gt;Technarte&lt;/a&gt;, conferenza internazionale sull'arte e la tecnologia, che vedrà la partecipazione, tra gli speaker, di &lt;a href="http://technarte.org/en/programme/speakers_2009/A_Scali.php"&gt;Alessandro Scali&lt;/a&gt; e Alessandro Chiolerio. L'artista e il ricercatore presenteranno, racconteranno e descriveranno al pubblico la prima opera di nanoarte nata dalla reciproca collaborazione tra Scali &amp;amp; Goode e il Dipartimento di Fisica del Politecnico di Torino: la micrometrica passeggiata di 'Oltre le colonne d'Ercole' (nell'immagine un dettaglio dell'opera).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/SetMZV2Y1fI/AAAAAAAABEg/FnK4Qun70eU/s1600-h/oltre3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/SetMZV2Y1fI/AAAAAAAABEg/FnK4Qun70eU/s400/oltre3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5326434982541448690" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;                    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-5461401139238201191?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/5461401139238201191/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=5461401139238201191' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/5461401139238201191'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/5461401139238201191'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2009/04/nanoarte-technarte-2009.html' title='NANOARTE a TECHNARTE 2009'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/SetJ18jUu4I/AAAAAAAABEQ/NGAEB_xaqyo/s72-c/Immagine+7.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-7410880701351803193</id><published>2008-12-19T11:15:00.007+01:00</published><updated>2009-04-20T14:17:00.310+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NANOARTE ARTWORKS'/><title type='text'>NANOARTE: DIO E' NEI DETTAGLI / GOD IS IN DETAILS</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/SUt7O6B-iXI/AAAAAAAABDY/VkD_Yz8ENVg/s1600-h/GODISINDETAILS5.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 341px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/SUt7O6B-iXI/AAAAAAAABDY/VkD_Yz8ENVg/s400/GODISINDETAILS5.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5281450484047972722" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/SUt1FEknPsI/AAAAAAAABDQ/Q5TXi5FQCq8/s1600-h/GODISINDETAILS1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/SUt1FEknPsI/AAAAAAAABDQ/Q5TXi5FQCq8/s400/GODISINDETAILS1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5281443718009142978" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;DIO E' NEI DETTAGLI / GOD IS IN DETAILS&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;ALESSANDRO SCALI E ROBIN GOODE, 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Triangolo di circa 200 x 200 x 200 nanometri.&lt;br /&gt;Diametro della pupilla dell'occhio di Dio: circa 20 nanometri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'opera consiste nell'aver inciso il simbolo di Dio (il triangolo con l'occhio) sulla parte più alta e quindi più piccola di una punta di un MIcroscopio a Forza Atomica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come nel caso delle altre opere di nanoarte, non si tratta di un fotoritocco o di un trucco, ma di una vera e propria incisione su una superficie metallica, realizzata con opportune strumentazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per dare un'idea delle dimensioni del triangolo di Dio, un lato misura circa 200 nanometri, mentre il diametro della pupilla dell'occhio si aggira sui 20 nanometri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'opera è stata realizzata da un team di ricercatori del NANOMED LAB, all'interno del Centro di Biotecnologie Avanzate (CBA) della Facoltà di Fisica di Genova, guidata dal prof. Ugo Valbusa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'immagine che vedete è una 'fotografia' della punta dell'AFM (Atomic Force MIcroscope), realizzata con un FESEM (Field Emission Scanning Electron Microscope).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-7410880701351803193?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/7410880701351803193/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=7410880701351803193' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/7410880701351803193'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/7410880701351803193'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2008/12/nanoarte-dio-e-nei-dettagli-god-is-in.html' title='NANOARTE: DIO E&apos; NEI DETTAGLI / GOD IS IN DETAILS'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/SUt7O6B-iXI/AAAAAAAABDY/VkD_Yz8ENVg/s72-c/GODISINDETAILS5.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-6584552400656913509</id><published>2008-12-19T10:33:00.005+01:00</published><updated>2009-04-20T12:55:44.411+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EXHIBITS'/><title type='text'>NANOARTE ALLA BIENNALE DI SIVIGLIA: LA CHIAVE PER IL PARADISO</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Breve video dell'opera La chiave per il Paradiso di Alessandro Scali e Robin Goode, esposta alla Terza Biennale di Arte Contemporanea di Siviglia, dal titolo YOUNIVERSE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'opera consiste in un cammello incastonato nella cruna di un vero ago. L'ago è collocato sotto la lente di un microscopio ottico Leica, a sua volta collegato a un video da 42 pollici.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-875fb92a8a98b9a5" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v17.nonxt8.googlevideo.com/videoplayback?id%3D875fb92a8a98b9a5%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1330248399%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3DC1734277F6491C4DAA2F8E117E8222AD905D93A.35D0672488ECBD16E4AE5A9DC53E3E0A30B8051%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D875fb92a8a98b9a5%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DalvjMN7XJOlJI_tPP9st7-4fwe8&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v17.nonxt8.googlevideo.com/videoplayback?id%3D875fb92a8a98b9a5%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1330248399%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3DC1734277F6491C4DAA2F8E117E8222AD905D93A.35D0672488ECBD16E4AE5A9DC53E3E0A30B8051%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D875fb92a8a98b9a5%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DalvjMN7XJOlJI_tPP9st7-4fwe8&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-6584552400656913509?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='enclosure' type='video/mp4' href='http://www.blogger.com/video-play.mp4?contentId=875fb92a8a98b9a5&amp;type=video%2Fmp4' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/6584552400656913509/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=6584552400656913509' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/6584552400656913509'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/6584552400656913509'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2008/12/nanoarte-alla-biennale-di-siviglia-la.html' title='NANOARTE ALLA BIENNALE DI SIVIGLIA: LA CHIAVE PER IL PARADISO'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-5022850730983815602</id><published>2008-12-17T12:29:00.001+01:00</published><updated>2009-04-20T12:56:16.721+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ESSAYS'/><title type='text'>Nanoarte: mai fidarsi degli artisti</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;Il presente saggio è pubblicato sul catalogo NanoArt, edito da &lt;a href="http://www.skira.net/recensione.php?isbn=8861303232&amp;amp;page=&amp;amp;lett=&amp;amp;soggetto="&gt;Skira&lt;img id="snap_com_shot_link_icon" class="snap_preview_icon" style="border: 0pt none ; margin: 0pt ! important; padding: 1px 0pt 0pt; max-height: 2000px; max-width: 2000px; min-width: 0px; min-height: 0px; font-style: normal; font-weight: normal; font-family: &amp;quot;trebuchet ms&amp;quot;,arial,helvetica,sans-serif; float: none; position: static; left: auto; top: auto; line-height: normal; background-image: url(http://i.ixnp.com/images/v3.60.1/theme/asphalt/palette.gif); background-color: transparent; visibility: visible; width: 14px; height: 12px; background-position: -943px 0pt; background-repeat: no-repeat; text-decoration: none; vertical-align: top; display: inline;" src="http://i.ixnp.com/images/v3.60.1/t.gif" /&gt;&lt;/a&gt; in occasione della mostra tenutasi a &lt;a href="http://www.nanoarte.it/"&gt;Bergamo&lt;img id="snap_com_shot_link_icon" class="snap_preview_icon" style="border: 0pt none ; margin: 0pt ! important; padding: 1px 0pt 0pt; max-height: 2000px; max-width: 2000px; min-width: 0px; min-height: 0px; font-style: normal; font-weight: normal; font-family: &amp;quot;trebuchet ms&amp;quot;,arial,helvetica,sans-serif; float: none; position: static; left: auto; top: auto; line-height: normal; background-image: url(http://i.ixnp.com/images/v3.60.1/theme/asphalt/palette.gif); background-color: transparent; visibility: visible; width: 14px; height: 12px; background-position: -943px 0pt; background-repeat: no-repeat; text-decoration: none; vertical-align: top; display: inline;" src="http://i.ixnp.com/images/v3.60.1/t.gif" /&gt;&lt;/a&gt; nell'ottobre 2007. La mostra - curata da Stefano Raimondi - ha presentato per la prima volta sette opere di NanoArte di Alessandro Scali e Robin Goode, realizzate in collaborazione con il Dipartimento di fisica del Politecnico di Torino. Autore del saggio: Alessandro Scali (LSSNDR).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;                                                                                “Quando indaga la natura e l’universo,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; lungi dal ricercare e dal trovare qualità oggettive,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;                                                                                  l’uomo trova se stesso.”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;                                                                            Werner Heisenberg&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/R7CTdJIASFI/AAAAAAAAAg4/n7HyOS9_cpM/s1600-h/catalogoskira.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/R7CTdJIASFI/AAAAAAAAAg4/n7HyOS9_cpM/s200/catalogoskira.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165790901468940370" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ritenere che arte e scienza siano due mondi distinti, privi di relazioni reciproche, quasi agli antipodi l’uno dell’altro è un errore. In realtà possiamo considerare arte e scienza come due individui della medesima specie ma di genere diverso, attratti reciprocamente l’uno dall’altro e impegnati congiuntamente a generare conoscenza. Altri elementi in comune emergono se si osservano i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;moda operandi&lt;/span&gt; di un artista e di uno scienziato: entrambi operano all’interno di contesti specifici, ma all’atto della ricerca tendono a trascendere l’uno i canoni estetici, l’altro i paradigmi scientifici dati. Entrambi - al contrario di quanto in genere si crede - uniscono la metodicità alla creatività: l’artista infatti compie ripetutamente e sistematicamente il gesto pittorico, lo scienziato la misura di una grandezza fisica, fino a giungere al momento dell’apertura, della rivelazione, della scoperta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Inoltre, come l’artista opera su una forte base conoscitiva, così lo scienziato utilizza una forte componente intuitiva, o in altre parole, creativa e artistica. Sia l’arte che la scienza, infine, si propongono di rendere semplice ciò che è complesso, o intelleggibile ciò che sembra ineffabile.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Altre considerazioni di rilievo emergono se, al di là del confronto, si analizzano le influenze reciproche e le relazioni concrete tra arte e scienza. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Sotto la spinta della scienza e del progresso tecnologico, l’arte, nel corso dei secoli, ha subito profonde trasformazioni e ha conosciuto passaggi epocali. Basti pensare all’impatto che ha avuto sull’arte del XIX secolo la comparsa della fotografia; la capacità della fotografia di riprodurre fedelmente la realtà contribuì a smantellare un’idea che esisteva da secoli e che ancora oggi non smette di esercitare il suo fascino, ossia il concetto di arte come fedele riproduzione o &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mimesi&lt;/span&gt; del mondo. Quello che per gli artisti poteva essere uno scacco – un concreto problema di sopravvivenza -, si trasformò nell’opportunità di ridefinire il concetto stesso di arte, andando oltre il realismo. Lasciando alla fotografia il compito di riprodurre il reale, gli artisti – soprattutto i pittori – si volgono alla rappresentazione del mondo interiore, delle sensazioni, delle emozioni, delle differenze nella percezione. Impressionismo, astrattismo, cubismo, concettualismo sono solo alcuni dei movimenti che hanno segnato questo passaggio fondamentale nel concetto di arte, innescato dalle scoperte della scienza e della tecnica. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il costante rapporto tra mondo dell’arte e mondo della scienza e della tecnologia si fa manifesto nell’arte contemporanea. Se oggi gli artisti possono esprimersi non solo attraverso quadri, dipinti, disegni, litografie e sculture, ma anche attraverso fotografie, film, video, installazioni multimediali, hardware e software, internet, etc..., ciò è chiaramente il risultato dell’utilizzo delle scoperte della scienza e della tecnologia nel campo dell’arte. Per l’arte la scienza non è dunque un mondo lontano e avverso ma al contrario è uno stimolo continuo, un serbatoio apparentemente inesauribile di idee e di rivoluzionarie modalità espressive.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;In un’epoca come quella contemporanea, caratterizzata da continue scoperte epocali, c’è il rischio di assuefazione alla grandiosa novità: tutto è costantemente nuovo, tutto è rivoluzionario. Si rischia di non saper distinguere, tra la moltitudine di presunte innovazioni, quali siano quelle che incideranno concretamente e in modo profondo sulla nostra esistenza e quali, al contrario, non sono altro che fuochi di paglia, destinati a brillare per pochi secondi. La domanda che ci si pone, in altre parole, è se in un mondo che intende stupirci ogni giorno con l’incessante proposizione di novità scientifiche e tecnologiche, ci sia ancora qualcosa in grado di sorprenderci veramente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ebbene, la nanotecnologia è riuscita a sorprenderci. Solo lo stupore può descrivere la gamma di sensazioni che abbiamo provato davanti alle prime immagini di motori a reazione nanometrici utilizzati sui satelliti spaziali, oppure di fronte alle immagini di un paio di pinze talmente piccole da essere in grado di prendere un singolo atomo. Non potevamo credere ai nostri occhi quando abbiamo preso le misure del nanometro e abbiamo compreso quanto sia infinitamente piccolo rispetto alle dimensioni a cui siamo abituati. Un milione di volte più piccolo di un millimetro. Un’unità di misura che il nostro intelletto fa fatica a rappresentarsi. Ci trovavamo di fronte a qualcosa che superava la nostra fantasia: nanorobot che portavano i farmaci solo alle cellule malate, computer e memorie molecolari, talmente potenti e veloci da poter decrittare in pochi istanti qualsiasi codice, e violare anche i più sofisticati sistemi di sicurezza. Ci chiedevamo come fosse possibile che queste cose esistessero realmente e non solo nella fantasia di qualche scrittore di fantascienza, e quale fosse la ragione per cui se ne sapesse, tutto sommato, relativamente poco. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il nostro stupore non è diminuito di fronte agli orizzonti che alcuni tra i più importanti esperti italiani del settore ci hanno descritto relativamente all’impatto della nanotecnologia sulle nostra vita, sulle nostre abitudini o sulla possibile soluzione di alcuni tra i più gravi problemi dell’umanità. Basti pensare che, come afferma il prof. Pirri nel suo saggio, “tutti i recenti progressi nelle scienze della vita, della salute, dell’alimentazione, dell’ambiente, della informazione, dei materiali e dell’energia hanno in comune lo studio e la comprensione dei fenomeni fisici e biofisici alle scale più piccole. Non vi è settore che, in prospettiva, possa sottrarsi all’indagine delle proprietà della materia a partire dalle sue strutture più minute”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Le nanotecnologie, in sostanza, costituiscono un approccio radicalmente innovativo, che si fonda sulla comprensione e sulla conoscenza approfondita delle proprietà della materia su scala nanometrica. Su questa scala la materia presenta diverse proprietà, a volte molto sorprendenti, e le frontiere tra discipline scientifiche e tecniche sfumano, il che spiega la dimensione fortemente interdisciplinare associata alle nanotecnologie. Le nanotecnologie sono spesso descritte come potenzialmente rivoluzionarie a livello di impatto sui metodi di produzione industriale. Esse apportano possibili soluzioni ad una serie di problemi attuali grazie a materiali, componenti e sistemi più piccoli, più leggeri, più rapidi e più efficaci. Le nanotecnologie dovrebbero inoltre giocare un ruolo da protagoniste nella soluzione di problemi mondiali ed ambientali poichè consentono di realizzare prodotti e processi per usi più specifici, risparmiare risorse e ridurre il volume dei rifiuti e delle emissioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La seconda straordinaria scoperta che ha immediatamente seguito quella della nanotecnologia, è stata quella dell’incontro con ciò che – se così possiamo esprimerci – sta dietro alla nanotecnologia. In particolare la meccanica quantistica, un complesso di teorie fisiche elaborate nella prima metà del XX secolo che descrivono il comportamento della materia a livello microscopico. A queste dimensioni, infatti, le ipotesi alla base della fisica classica non riescono a spiegare i fenomeni osservati nel corso degli esperimenti. Ma parlare di nuove teorie è limitativo: in realtà la meccanica quantistica opera un vero e proprio stravolgimento del nostro modo abituale di osservare il mondo, presentandoci una realtà regolata da una strana logica capovolta in cui perdono consistenza le leggi fondamentali che regolano la nostra realtà quotidiana. Ed è proprio la stranezza – in alcuni casi l’assurdità – delle leggi dell’universo microfisico ad averci, ancora una volta, stupito: parliamo, per esempio, del concetto di onda di probabilità, il principio della non-località, il paradosso E.P.R. Orizzonti di ricerca che non riguardano o non interessano solo il campo della fisica, ma hanno un forte impatto sulla nostra visione del mondo, in particolare sulla filosofia e sull’arte stessa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Questo excursus nel mondo della microfisica ci è sembrato un passaggio indispensabile per far comprendere nel modo più chiaro possibile i presupposti che hanno portato alla nascita della NanoArte. La volontà di avvicinare due mondi spesso considerati lontani come quello dell’arte e della scienza si può quindi ricondurre a due obiettivi principali. Il primo è di carattere propriamente artistico, che ha origine dalla necessità di trovare nuove modalità espressive per veicolare in modo efficace e sorprendente nuove idee, nuovi concetti e nuovi punti di vista sul mondo. Sotto questo aspetto la scienza, e in particolare la nanotecnologia, può mettere a disposizione dell’arte strumenti e tecniche all’avanguardia in grado di stravolgere le tradizionali modalità espressive. Attraverso la Nanoarte vogliamo proporre un’arte che dimostra concretamente la sua apertura al mondo, alle novità, alla società, alla cultura, alla ricerca e all’innovazione; un’arte attenta al progresso, allo sviluppo, alle nuove possibilità offerte dalla scienza e dalla tecnologia: un’arte non chiusa, autoreferenziale e ripiegata su se stessa, ma al contrario aperta, dinamica, curiosa. L’obiettivo della collaborazione è cioè quello di integrare l’aspetto tecnico delle micro/nanotecnologie con un approccio concettuale, estetico e artistico, che faccia esplodere tutte le potenzialità dell’arte e delle tecnologie più avanzate.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il secondo motivo deriva dalla volontà di avvicinare il mondo della scienza, della tecnologia e dell’innovazione alle persone comuni. All’interno dei laboratori di ricerca stanno nascendo idee e progetti rivoluzionari, che senza dubbio giocheranno un ruolo da protagonisti nel nostro futuro e cambieranno anche il nostro modo di intendere la realtà e di rapportarci ad essa. Attraverso la mediazione dell’arte queste scoperte possono uscire dal mondo circoscritto dei laboratori per diventare patrimonio comune.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Solo recentemente l’arte ha iniziato a interagire con la nanotecnologia. Da questo punto di vista, oltre a Grit Rulhand, il solo artista che si sia cimentato costantemente con strutture micro e nanometriche è Cris Orfescu. Rispetto a quella di Orfescu, la nostra idea di NanoArte è diversa. Il nostro obiettivo non si limita a riprodurre il mondo microfisico a grandi dimensioni, ma utilizza le potenzialità offerte dalle nanotecnologie come mezzo per esprimere artisticamente nuovi punti di vista, nuovi valori, nuove interpretazioni del mondo. Partiamo cioè dalla necessità di veicolare un concetto o un’idea – per esempio l’invisibilità di un intero continente nel caso di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dimensione attuale&lt;/span&gt;, o una sfida alle leggi di Dio in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Chiave per la libertà&lt;/span&gt; - e laddove ritieniamo che le nanotecnologie possano essere il mezzo più efficace per esprimerli, le utilizziamo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;In altre parole le nostre non sono immagini ingrandite di un universo nanometrico pre-esistente, in cui le opere sono esse stesse parte di quell’universo. Le nostre opere sono veri e propri oggetti fisici dalle forme più svariate – animali, oggetti, interi continenti, parole – ma di dimensioni infinitesimali, il più delle volte invisibili a occhio nudo. Inoltre, grazie all’opportunità offerta dalla nanotecnologia di modificare la nanostruttura di determinati materiali, è possibile realizzare delle opere che sono visibili solo in certi punti della superficie e solo a seguito di un’interazione col pubblico. È il caso dell’opera &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fiato sprecato&lt;/span&gt; che appare solo dopo che lo spettatore ha soffiato sulla sua superficie. Un ulteriore aspetto da tenere in considerazione nell’affrontare un progetto artistico di questo tipo è la realizzazione pratica dell’idea di partenza. Da questo punto di vista, il contributo del Dipartimento di Fisica del Politecnico di Torino è stato fondamentale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Di certo realizzare opere d’arte di dimensioni nanometriche provoca una sorta di imbarazzo estetico: alcune opere sono talmente piccole che sono invisibili ad occhio nudo. Per esempio, nel caso dell’opera &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Oltre le colonne d’Ercole&lt;/span&gt;, ciò che si vede non è altro che un quadrato di metallo di circa un centimetro di lato. Le impronte litografate sulla sua superficie sono visibili solo grazie all’ausilio di appositi strumenti. La NanoArte infrange quindi il tabù della visibilità e della percepibilità ad occhio nudo. Diventa così possibile osservare l’opera solo indirettamente, grazie all’aiuto di altri strumenti. Vi sono casi estremi in cui perfino il microscopio ottico non è di alcun aiuto per poter vedere qualcosa, e bisogna utilizzare il micoscopio elettronico a scansione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Un caso altrettanto significativo dal punto di vista estetico è l’opportunità di creare opere che prendono vita solo quando uno spettatore interagisce con esse, come, per esempio, il già citato caso dell’opera &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fiato sprecato&lt;/span&gt;. Queste possibilità pongono inevitabilmente una serie di interrogativi: l’arte deve essere necessariamente osservabile? È possibile parlare di opera d’arte se questa non è percepibile direttamente dai nostri sensi? E poi, nel caso di un’opera infinitamente piccola e non osservabile ad occhio nudo, chi garantisce che essa esista e che non sia invece uno scherzo di una coppia di burloni? Bisogna fidarsi dell’arte e dell’artista? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;È indubbio che la possibilità di realizzare un’arte invisibile sia una sfida ad alcuni dei concetti che fondano l’esperienza estetica e che pone non pochi problemi sulle modalità di presentazione dell’opera: è opportuno presentare le opere nanometriche così come sono, invisibili? Oppure è necessario accompagnarle con delle immagini che mostrino, ingigantito, ciò che l’occhio umano non può vedere? O ancora, forse è opportuno mostrarle direttamente sotto la lente di microscopi? Sono domande che ancora oggi ci poniamo e a cui stiamo tentando di dare una risposta con questa prima mostra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;E se, per concludere, la NanoArte rappresentasse anche una sorta di inversione di tendenza dell’arte contemporanea? In un’epoca di grandeur artistica, basata sullo star system, con opere imponenti e mostre e fiere immense, forse c’è bisogno di un sano e deciso ridimensionamento. La Nanoarte è un’arte che si fa piccola, che si ridimensiona a tal punto da rendersi invisibile all’occhio umano. Il fatto che non si veda non significa che non esista. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Per dirla con una battuta, siamo per un’arte che non dia troppo nell’occhio.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-5022850730983815602?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/5022850730983815602/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=5022850730983815602' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/5022850730983815602'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/5022850730983815602'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2008/12/nanoarte-mai-fidarsi-degli-artisti.html' title='Nanoarte: mai fidarsi degli artisti'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/R7CTdJIASFI/AAAAAAAAAg4/n7HyOS9_cpM/s72-c/catalogoskira.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-4110330160751784395</id><published>2008-12-17T12:28:00.002+01:00</published><updated>2009-04-20T12:56:40.977+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ESSAYS'/><title type='text'>Arti maggiori, minori, minime</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quella che segue è la trascrizione dell’intervista di Elisa Facchin ad Alessandro Scali e Robin Goode, pubblicata sul magazine-catalogo della mostra Astronave Torino, tenutasi al Museo Internazionale Arte Applicata Oggi (MIAAO) di Torino, a cui i due artisti hanno partecipato con l’opera dal titolo U.N.O. (Unidentified Nanometric Objects, 2007).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/R7A7YpIASEI/AAAAAAAAAgw/1tF55s7bwYI/s1600-h/1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/R7A7YpIASEI/AAAAAAAAAgw/1tF55s7bwYI/s200/1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165694067136284738" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Pubblicitari e grafici di professione. Si sono accostati all’arte per esprimersi altrimenti, con una grande voglia di rischiare intraprendendo percorsi inesplorati. Come un tempo il grande Franco Grignani, amano l’arte come sperimentazione e metodo, ma corretto dall’ironia. La NanoArte, ossia la creazione di artefatti in scala micro e nanometrica, è una svolta recente nelle loro ricerche e li sta portando alla ribalta, perché in questo campo sono pionieri. La loro prima opera, Oltre le colonne d’Ercole, è una lastra di silicio su cui sono impresse impronte delle dimensioni di una cellula: primi passi verso lo spettacolare universo che la nanotecnologia è in grado di svelare. Sono Alessandro Scali (Torino, 1972) e Robin Goode (Capetown 1978), hanno fondato il collettivo artistico Paperkut e l’agenzia di comunicazione Kut communications. Li incontriamo nel loro studio torinese.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Come è nata l’idea di intraprendere la sfida della nanoarte?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La nostra curiosità professionale ci induce a fare ricerca, a essere avidi di novità in tutti i campi. Nel 2004, navigando in rete, ci siamo imbattuti nelle prime immagini di nanotecnologia. Siamo rimasti impressionati dalle potenzialità espressive di questa nuova frontiera della scienza, che poteva consentirci un provocatorio gioco concettuale sul superamento delle ‘arti visive’. Abbiamo elaborato un progetto di NanoArte, inviato ovunque, e complice la ‘orizzontalità gerarchica’ propria di Internet, i più grandi luminari del settore ci hanno risposto indirizzandoci verso i centri di eccellenza italiani per le nanotecnologie: Trieste e Torino, Lecce e Catanzaro.&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Come è iniziata la collaborazione con il Politecnico di Torino?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver conosciuto il professor Enzo di Fabrizio all’Università di Trieste e aver ricevuto da lui un feedback decisamente positivo circa la fattibilità e la qualità del progetto, abbiamo deciso di tentare nella nostra città, al Politecnico. Abbiamo preso contatto col professor Fabrizio Pirri del Dipartimento di Fisica, che ha formato un team, oggi composto da sei persone, e dato il via ai lavori. Dobbiamo tutto al Politecnico: noi ideiamo i temi di ricerca, quindi diamo gli ‘inventori’, ma loro li realizzano, sono gli ‘artisti applicati’…&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Quali nanotecnologie utilizzate?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Diverse. Per esempio, per Oltre le colonne d’Ercole abbiamo usato la fotolitografia, per Dimensione attuale la litografia ossidativa, per Scemo chi legge la laser ablation.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Perché proprio la nanotecnologia come ‘strumento’ di produzione artistica?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Occorre precisare: noi non abbiamo deciso di opere d’arte ‘invisibili’ perché ci siamo imbattuti nella nanotecnologia. È vero il contrario: la nanotecnologia ha tutte le caratteristiche per consentirci di esprimere in modo efficace e innovativo i concetti che noi volevamo comunicare facendo arte. Nuovi punti di vista, nuovi valori, nuove letture del mondo come, per esempio, la denuncia dell’invisibilità ‘politica’ di un intero continente nel caso di Dimensione attuale, un’Africa dalle dimensioni di 300x280 nanometri. Da un lato quindi usiamo le nanotecnologie perché ci consentono una comunicazione artistica aggressiva, sintetica e impattante. Dall’altro, assegniamo un valore divulgativo al nostro lavoro altrettanto importante: le nanotecnologie sono frutto del progresso scientifico e moltissima gente è all’oscuro dei passi da gigante che la scienza ha fatto nell’ultimo secolo (basti pensare all’alone di mistero che ancora oggi avvolge la meccanica quantistica). Eppure, i mondi che le nuove tecnologie sono in grado di svelare sono terribilmente affascinanti anche per i profani. Con le nostre opere non solo ‘minori’, ma ‘minime’, addirittura ‘nanesche’ speriamo di poter creare un contatto, anche solo empatico, fra il grande pubblico e nuovi mondi scientifici ed estetici, mentre le arti ‘maggiori’ di tutto ciò se ne fottono.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Dunque l’arte come mezzo ‘popolare’ di diffusione delle conoscenze scientifiche?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Anche. Avvertiamo la necessità di fare uscire dai laboratori le conoscenze scientifiche e tecnologiche pure di alto profilo: bisogna che tutti se ne approprino, che tutti si ‘stupiscano’. Oggi noi non usiamo pennelli ma nanotecnologie, sfruttando quello che la scienza offre. Ma questo è solo l’inizio. Non vogliamo sentirci legati per forza alla nanotecnologia. Esistono tantissime altre tecnologie che vorremmo applicare artisticamente. Il nostro obiettivo è aprire un laboratorio al Politecnico dove raccogliere gli input che arrivano dai ricercatori e rielaborarli artisticamente. Una moderna versione delle antiche botteghe d’arte. A tal proposito c’è un aspetto che ci ha estremamente colpiti: esiste un lasso di tempo in cui i ricercatori testano i macchinari appena creati e lo fanno giocando (per esempio, nel caso delle nanotecnologie, creando minuscoli oggetti ‘dissacranti’). A noi piacerebbe inserirci in quella fessura fra gioco e ricerca e sfruttarla per comunicare qualcosa. Il laboratorio renderebbe stabile questo progetto e garantirebbe alle persone che hanno lavorato con noi finora di continuare a specializzarsi in questo settore ibrido, ‘tecnologico-artistico’: una figura professionale insolita, futuribile.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Alla prima esposizione di NanoArte quale reazione vi aspettavate da parte del pubblico e quale è poi effettivamente stata?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Tutto è andato come previsto: si è creata una sorta di ‘imbarazzo estetico’ per cui le persone non sapevano come rapportarsi all’opera. D’altra parte si tratta di chip di silicio appoggiati su un piedistallo e guardandoli non si vede nulla, salvo i marker che i tecnici mettono per delimitare l’ambito, immenso, in cui l’opera si trova. Lo sguardo dello spettatore corre alle didascalie e trova quiete solo quando passa agli ingrandimenti realizzati coi microscopi a scansione e certificati dal Politecnico appesi al muro. Solo fornendo le ‘prove’ si dimostra che l’opera esiste, se no potrebbe anche non esserci: un ‘paradosso estetico’ per cui lo spettatore dovrebbe ‘fidarsi’ dell’artista. Forse, per educare a questo tipo di visione, e di ‘esperienza estetica’, bisognerebbe, prima di arrivare a esporre chip e basta (che poi sarebbe tipica provocazione artistica), tentare la strada dell’interazione, esponendo anche dei microscopi ottici. Il problema è che non tutte le opere sono tanto ‘grandi’ da poter essere viste al microscopio ottico e le macchine che occorrerebbero, i microscopi elettronici a scansione FESEM, sono utilizzabili solo in laboratorio e da tecnici esperti.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Le ‘nanopere’ prodotte finora sono molto diverse le une dalle altre: Dimensione attuale è ‘impegnata’, Oltre le colonne d’Ercole è ‘fantascientifica’, Scemo chi legge è una gag. Esiste un filo conduttore?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il filo conduttore è il gusto del paradosso, della contraddizione, dell’ironia e della sfida intellettuale. Per esempio, Scemo chi legge è emblematica: usare tecnologie per produrre ‘sciocchezze’ infatti altro non è che una metafora dell’inutilità, quando non delle pericolosità, di certa tecnologia se adottata acriticamente o speculativamente. Ma, si badi, quest’opera può essere letta come un divertissement. Per noi è molto importante che il primo livello di lettura sia immediato, poi è ovvio che a seconda del background di chi osserva le soglie interpretative si possono moltiplicare all’infinito: è la ‘semantica a gradini’…&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Non credete che le potenzialità espressive della nanotecnologia possano risolversi nella dicotomia visibile-invisibile?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sì. Infatti, poiché non vogliamo che la nostra diventi una maniera, abbiamo in mente molti nuovi progetti che coinvolgono altre tecnologie, in linea con l’idea ‘didascalica’ cui facevamo cenno prima.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Siete affascinati dalla fantascienza?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Siamo affascinati dai confini, indistinti, delle scienza. Più dai territori e dagli spazi estremi scientifici che da quelli della sola fantasia indisciplinata. Ma d’altra parte a volte le frontiere sono labili: succedono cose ‘laggiù’ che hanno leggi talmente diverse dalle nostre da apparire contemporaneramente come reali e fantastiche.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-4110330160751784395?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/4110330160751784395/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=4110330160751784395' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/4110330160751784395'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/4110330160751784395'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2008/12/arti-maggiori-minori-minime.html' title='Arti maggiori, minori, minime'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/R7A7YpIASEI/AAAAAAAAAgw/1tF55s7bwYI/s72-c/1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-2080595415205484952</id><published>2008-12-17T12:26:00.002+01:00</published><updated>2009-04-20T13:16:56.831+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ESSAYS'/><title type='text'>Nanoarte: oltre le arti visive</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La NanoArte ha oltrepassato le arti visive? La domanda si pone necessariamente di fronte alle dimensioni di un’opera come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dimensione attuale&lt;/span&gt;, un’Africa delle dimensioni di 300 x 280 nanometri, litografata su un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;wafer&lt;/span&gt; di silicio. Per dare dei termini di paragone, o dei riferimenti, basta pensare che le cellule più piccole del nostro corpo – quelle batteriche - hanno le dimensioni di 1 &lt;span style="font-style: italic;"&gt;micron&lt;/span&gt;, ossia un milionesimo di metro, mentre il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;nanometro&lt;/span&gt; è un miliardesimo di metro. Ebbene, il lato più corto di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dimensione attuale&lt;/span&gt; misura 280 nanometri. Se si pensa poi che l’Africa si trova su un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;wafer&lt;/span&gt; di silicio di circa due centimentri per lato, si comprende come riuscire a trovare la litografia sulla sua superficie, anche se dotati degli strumenti necessari, sia un’impresa nient’affatto semplice, se non disperata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/R686MZIASAI/AAAAAAAAAgQ/N-HzDGlc4Vo/s1600-h/oltre4.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/R686MZIASAI/AAAAAAAAAgQ/N-HzDGlc4Vo/s200/oltre4.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165411282194548738" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il continente africano litografato è dunque inaccessibile all’occhio umano. A un’esposizione, lo spettatore vede solamente la placchetta di silicio e null’altro. Eppure l’Africa c’è, semplicemente la sua esistenza non è da noi percepibile. Potremmo allora decidere di mettere il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;wafer&lt;/span&gt; sotto la lente di un microscopio ottico, ma anche in questo caso non vedremmo nulla: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dimensione attuale&lt;/span&gt; è talmente minuscola che nemmeno un microscopio ottico può rivelarne l’esistenza. È vero che qualche volta i ricercatori mettono dei &lt;span style="font-style: italic;"&gt;markers&lt;/span&gt; – in altre parole, dei segni – per delimitare i confini entro i quali l’opera si trova, ma anche facendo ciò l’area rimane immensa, e chi fosse dotato di un FESEM – Field Emission Scanning Electron Microscope, un particolare microscopio elettreonico a scansione che è in grado di osservare oggetti di dimensioni nanometriche – si troverebbe in ogni caso a cercare un ago in un pagliaio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se paragonata ad una qualsiasi altra opera d’arte fino ad oggi realizzata ed esposta al pubblico, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dimensione attuale&lt;/span&gt; pone inevitabilmente una serie di interrogativi piuttosto inquietanti. In primo luogo, l’opera esiste davvero? Dobbiamo fidarci dell’artista? O è tutta una buffonata, una presa in giro, un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;divertissement&lt;/span&gt;, una bravata di due simpaticoni, l’ennesima, stucchevole provocazione – e nulla più - dell’arte contemporanea?&lt;br /&gt;Se si parte dal presupposto che ciò che è nanometrico non si vede ad occhio nudo e tantomeno col microscopio ottico, io e Robin potremmo in teoria sostenere che su quel pezzettino di silicio c’è qualsiasi cosa: si provi a dimostrare il contrario. Certo, sarebbe una bella mascalzonata, ma le opere sono realizzate e certificate dal Politecnico di Torino, e chiunque – prendendo le necessarie precauzioni – può assistere di persona alla realizzazione dell’artefatto stesso all’interno delle camere pulite dei laboratori del Chilab o del Latemar.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque gli scettici possono mettersi il cuore in pace: l’Africa si trova effettivamente sulla superficie di silicio, ma l’interrogativo rimane ancora, in questo senso: ok, l’opera c’è, ma se io non la posso vedere, esiste? Un ragionamento del genere non ha senso: equivarrebbe a negare, per esempio, l’esistenza delle cellule solo perché invisibili all’occhio umano. Bisogna chiarire infatti che se è vero che le opere sono invisibili all’occhio, non lo sono in senso assoluto: con gli strumenti adatti, e con una buona dosa di pazienza e di fortuna, si può riuscire a trovare e a vedere l’Africa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c’è dubbio, in ogni caso, che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dimensione attuale&lt;/span&gt; - presa di per sé, e non affiancata da immagini realizzate con microscopi elettronici che ne svelano l’esistenza - provochi una sorta di imbarazzo estetico. Ma come, esporre un’opera che c’è ma non si vede? Eppure proprio lì sta il bello. Basterebbe tornare al senso dell’opera stessa - l’invisibilità dell’Africa: un dato di fatto, tanto quanto la sua effettiva, concreta esistenza – per comprendere la pregnanza della contraddizione e del paradosso. L’invisibilità, in questo caso, non è fine a se stessa, ma è funzionale al significato dell’opera. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dimensione attuale&lt;/span&gt; è invisibile perché così deve essere, e non per semplice sfoggio di virtuosismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come esporre, allora, un’opera che non si vede? Ce lo chiediamo ogni volta che dobbiamo allestire una mostra. Per &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dimensione attuale&lt;/span&gt; - nel caso della mostra NanoArte di Bergamo - abbiamo utilizzato un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;escamotage&lt;/span&gt;: abbiamo realizzato un campione più grande dell’opera, delle dimensione di qualche micron, e abbiamo messo questo chip sotto la lente di un microscopio ottico, mentre l’opera originale – quella nanometrica - era esposta al fianco della riproduzione ingrandita. Ciò che gli spettatori potevano osservare non era dunque l’opera originale, ma un campione con le stesse caratteristiche ma di dimensioni maggiori, e dunque visibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/R68125IAR-I/AAAAAAAAAgA/7UxqLtFwyAg/s1600-h/oltre2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/R68125IAR-I/AAAAAAAAAgA/7UxqLtFwyAg/s200/oltre2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165406514780850146" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Altro significativo esempio di superamento dei limiti del visibile è rappresentato da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Oltre le colonne d’Ercole&lt;/span&gt;, non a caso prima opera di NanoArte realizzata da me e Robin. Quella serie di impronte micrometriche impresse su un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;wafer&lt;/span&gt; di silicio volevano proprio rappresentare i primi passi dell’arte in un universo misterioso, che sebbene sia parte del nostro è tuttavia regolato da leggi spesso completamente diverse, che ci paiono paradossali, contraddittorie, assurde. È l’universo dell’infinitamente piccolo o dell’invisibile, dei quanti di materia e delle leggi che ne descrivono i comportamenti, la meccanica quantistica.&lt;br /&gt;Anche dal punto di vista delle dimensioni possiamo parlare di primi passi: in confronto alle dimensioni nanometriche di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dimensione attuale&lt;/span&gt;, si potrebbe dire che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Oltre le colonne d’ercole&lt;/span&gt; è un’opera gigantesca: le impronte sono grandi qualche micron, e nel complesso la passeggiata è lunga circa 2 centimetri. In ogni caso, a occhio nudo si fa fatica a vedere qualcosa: in particolari condizioni di luce si riesce a intravedere una serie di puntini che formano una linea serpeggiante, ma nulla più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/R682K5IAR_I/AAAAAAAAAgI/dLR1zENkw0U/s1600-h/oltre3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/R682K5IAR_I/AAAAAAAAAgI/dLR1zENkw0U/s200/oltre3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165406858378233842" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Solo le quattro immagini in bianco e nero del FESEM - esposte, nel caso del premio San Fedele di Milano, ad integrazione dell’opera - mettono in luce i dettagli: su una superficie che appare lunare si distinguono chiaramente i segni degli scarponi lasciati da qualcuno, ma non solo, si riconosce la pressione esercitata dal peso del corpo sul terreno: le impronte non sono semplicemente ‘disegnate’ sono davvero ‘impresse’, hanno profondità.&lt;br /&gt;Sono anche, infine, i primi passi dell’arte oltre il limite del visibile: opere che ci sono, esistono, ma si sottraggono allo sguardo, si negano alla vista: lì, l’occhio bulimico contemporaneo non può arrivare. Costantemente bombardato da una sequenza infinita di sollecitazioni, di fronte a opere invisibili l’occhio deve arrendersi alla sua momentanea inutilità. In questo frangente, l’occhio fa &lt;span style="font-style: italic;"&gt;epochè&lt;/span&gt;, sospende il giudizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante l’occhio venga escluso da uno dei suoi territori privilegiati, non credo che la NanoArte sia la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;negazione&lt;/span&gt; della visione. Al contrario, forse l’arte invisibile è l’invito a non fermarci solo a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;guardare&lt;/span&gt;, ma ad &lt;span style="font-style: italic;"&gt;osservare&lt;/span&gt;. A non farci impressionare/suggestionare, ma a analizzare più nel dettaglio, più in profondità. L’arte invisibile è il tentativo di andare oltre la semplice, banale visione: è, forse, l’idea di uno sguardo attivo contro una visione passiva, acritica, distratta, superficiale, preconfezionata. La Nanoarte vuole sfidare, contrastare, mettere in crisi la dittatura dell’occhio e dell’immagine per proporre un diverso tipo di osservazione che non coinvolga l’occhio in prima istanza, o che non si riduca esclusivamente ad esso.&lt;br /&gt;L’occhio, in fondo, non vede nulla. È il cervello che interpreta gli stimoli provenienti dall’occhio trasformandoli in immagini. Paradossalmente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dimensione attuale&lt;/span&gt;, o la NanoArte, o l’arte invisibile, non sono la negazione ma l’&lt;span style="font-style: italic;"&gt;elogio&lt;/span&gt;, l’&lt;span style="font-style: italic;"&gt;esaltazione&lt;/span&gt; della visione, ma di una visione che liberatasi dal vincolo dell’occhio, può riscoprire il ruolo di tutto ciò che, oltre e al di là dell’occhio, permette all’essere umano di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;vedere&lt;/span&gt;, e dunque di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;comprendere&lt;/span&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-2080595415205484952?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/2080595415205484952/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=2080595415205484952' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/2080595415205484952'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/2080595415205484952'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2008/12/nanoarte-oltre-le-arti-visive.html' title='Nanoarte: oltre le arti visive'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/R686MZIASAI/AAAAAAAAAgQ/N-HzDGlc4Vo/s72-c/oltre4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-3387139152808454259</id><published>2008-12-17T12:25:00.001+01:00</published><updated>2009-04-20T13:17:13.911+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ESSAYS'/><title type='text'>Nanoarte: Oltre le Colonne d'Ercole</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Quali sono, oggi, le caratteristiche del viaggiare? Che senso ha il viaggio nella società e nella cultura contemporanee? Quali sono le differenze con i viaggi di altre epoche? &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Se ci si attiene al significato primario o letterale del termine - e dunque si intende il viaggio come spostamento fisico tra due punti diversi – non si può fare a meno di notare come oggi, rispetto a un passato neanche troppo remoto, viaggiare sia molto più semplice, rapido, comodo. Ma non solo: oggi si può viaggiare praticamente ovunque, il mondo si è fatto più piccolo, le distanze si sono abbreviate, si sono accorciati i tempi, le mete disponibili sono aumentate in modo esponenziale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Queste caratteristiche hanno fatto perdere al viaggio contemporaneo un aspetto determinante dei viaggi del passato: l’ignoto, la scoperta, la meraviglia, la sorpresa. Quanti viaggiatori del passato, partendo, sapevano in anticipo dove sarebbero arrivati? Quanti di loro sapevano cosa avrebbero trovato nel corso del viaggio e una volta arrivati alla meta? Certamente pochi. Senza dubbio non Dante, non Ulisse, non Marco Polo nè Cristoforo Colombo, e con loro tanti, tantissimi altri: forse l’aspetto più suggestivo dei loro viaggi stava proprio nel non sapere a cosa stavano andando incontro, o ancora nello scoprire nuovi, incredibili mondi di cui nessun essere umano era prima a conoscenza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il viaggiatore contemporaneo, nella maggioranza dei casi, sa già prima di partire dove arriverà. Anzi, più dati e informazioni ha sulla meta meglio è. Del resto, cosa c’è di ancora sconosciuto sulla faccia della terra che non si sia trasformato in una guida turistica, in un documentario, un video amatoriale o nelle foto di un professionista? Spesso viaggiare significa proprio andare a vedere ‘dal vivo’ quei paesi e quei luoghi che tanto ci hanno affascinato in tv, su una rivista o un libro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;VIAGGIO ALLA SCOPERTA DI UN NUOVO MONDO&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Come far recuperare al viaggiatore contemporaneo la dimensione dell’ignoto, della scoperta, della sorpresa, della meraviglia? È ancora possibile, oggi, partire senza sapere dove si arriverà? È possibile andare oltre le Colonne d’Ercole del nostro mondo per avventurarci in nuovi territori? Forse sì, se è vero che, dentro il nostro, esiste un universo sconosciuto alla maggioranza delle persone non solo perché difficilmente visibile a occhio nudo, ma anche perché al momento circoscritto alle teorie scientifiche e alle loro applicazioni nei laboratori dei centri di ricerca.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Stiamo parlando dell’universo dell’infinitamente piccolo, talmente piccolo che il nostro comune millimentro è troppo grande per poter misurare qualcosa con precisione (è come se si impiegasse un metro per misurare la punta di uno spillo) e si utilizzano dunque unità di misura come i micrometri se non, ancora più piccoli, i nanometri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Per chi non è pratico di multipli e sottomultipli delle unità di misura, è bene sapere che il prefisso micro sta per 1 milionesimo mentre il prefisso nano sta per 1 miliardesimo. Riferendoci dunque alla microtecnologia, ci si riferisce a scale di grandezza di un milionesimo di metro (o, ancora, a 1/1000 di millimetro), mentre nel caso della nanotecnologia ci si riferisce a scale di grandezze di un miliardesimo di metro (o 1/1000.000 di millimetro: un nanometro corrisponde alla lunghezza di una piccola molecola).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ebbene, l’essere umano ha iniziato da poco ad esplorare questo mondo sconosciuto, e le soprese sono state incredibili. Non solo si stanno scoprendo le leggi che lo regolano – e che, sorprendentemente, sono diverse da quelle che regolano il nostro mondo – ma stanno nascendo, grazie alla nanotecnologia, oggetti micro e nanometrici che superano qualsiasi immaginazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;L’UNIVERSO DELLA NANOTECNOLOGIA&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Le nanotecnologie costituiscono un nuovo approccio che si basa sulla comprensione e la conoscenza approfondita delle proprietà della materia su scala nanometrica. Su questa scala la materia presenta svariate proprietà, a volte molto sorprendenti, e le frontiere tra discipline scientifiche e tecniche si attenuano, il che spiega la dimensione interdisciplinare fortemente associata alle nanotecnologie. Le nanotecnologie sono spesso descritte come potenzialmente ‘rivoluzionarie’: esse apportano possibili soluzioni ad una serie di problemi attuali grazie a materiali, componenti e sistemi più piccoli, più leggeri, più rapidi e più efficaci. Le nanotecnologie dovrebbero inoltre apportare un contributo fondamentale alla soluzione di problemi mondiali ed ambientali perché consentono di realizzare prodotti e processi per usi più specifici, risparmiare risorse e ridurre il volume dei rifiuti e delle emissioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;TRA ARTE E NANOTECNOLOGIA&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;Le prime espressioni artistiche&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Solo recentemente l’arte ha iniziato ad interagire con la nanotecnologia. Da questo punto di vista, il solo artista che si sia cimentato con strutture micro e nanometriche è Cris Orfescu. Le opere di Orfescu sono fondamentalmente delle ‘fotografie’ – ottenute tramite microscopio elettronico – di micro e nanostrutture di diversi materiali, o ancora di micro e nanosculture ‘casuali’ ottenute tramite attacchi/processi chimici. Le immagini delle strutture ottenute con il microscopio a scansione elettronica vengono poi modificate e ‘colorate’ al computer e stampate su tela o carta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;L’approccio Scali &amp;amp; Goode&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il nostro approccio è differente, è diverso, poiché intende utilizzare le potenzialità offerte dalle micro/nanotecnologie come mezzo, strumento o tramite per esprimere, dal punto di vista artistico, nuovi punti di vista, nuovi valori, nuove interpretazioni del mondo. Partiamo cioè dalla necessità di veicolare un concetto o un’idea, e laddove riteniamo che le nanotecnologie possano essere il mezzo più efficace per esprimerli, le utilizziamo per produrre opere d’arte infinitamente piccole, dell’ordine di grandezza di micrometri o nanometri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;OLTRE LE COLONNE D’ERCOLE&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;Microlitografia su silicio&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Se davvero esiste un nuovo territorio da scoprire, perché non oltrepassare le Colonne d’Ercole del nostro mondo per andare alla ricerca di una nuova dimensione, un nuovo modo di concepire lo spazio e il tempo? Perché non far fare all’arte i primi passi sulla sua superficie? Perché non proporre allo spettatore un viaggio verso qualcosa di sostanzialmente sconosciuto e invisibile, ma che è realtà?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;È per questo motivo che abbiamo deciso di presentare un’opera dal titolo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Oltre le colonne d'Ercole&lt;/span&gt;: un’opera che è costituita da un campione di materiale metallico – il silicio – sulla superficie del quale sono state litografate una serie di impronte di dimensioni micrometriche, al fine di rappresentare la prima, vera e propria passeggiata in questo nuovo mondo. È importante sottolineare come le impronte non sono semplicemente ‘disegnate’, ma incise. Ciò significa che - come si evince dalle fotografie ingrandite del campione di silicio – è stato possibile riprodurre la pressione del peso della scarpa sulla superficie metallica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Altro elemento degno di nota è il fatto che &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Oltre le colonne d'Ercole&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; si può considerare il primo esempio al mondo di micro/nano litografia con finalità artistiche su un materiale metallico. È stato possibile ottenere questo riusultato grazie alla collaborazione e al contributo essenziale del Dipartimento di Fisica del Politecnico di Torino, nello specifico grazie al prof. Fabrizio Pirri e ai dottorandi Giancarlo Canavese, Alessandro Chiolerio, Gabriele Maccioni Giacomo Piacenza, Samy Strola. Nei paragrafi successivi vengono fornite tutte le informazioni relative al processo di realizzazione dell’opera e degli strumenti utilizzati,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Per quanto riguarda le dimensioni dell’opera, con un calcolo spannometrico la camminata (escludendo i passi fatti nella "sosta") risulta circa 28mm; ci sono in tutto 54 impronte di cui 11 grandi (prima della sosta) 23 medie (che compongono la sosta) e 20 piccole (dopo la sosta verso l'orizzonte).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Dimensioni delle impronte&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Impronta grande positiva :&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;lunghezza: 1019um&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;larghezza: 398um&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;tassello posteriore: 58x64um&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;tassello anteriore: 35x83um&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Impronta grande negativa:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;lunghezza: 1121um&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;larghezza: 489um&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;tassello posteriore: 58x64um&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;tassello anteriore: 42X85um&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Impronta media positiva:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;lunghezza: 611um&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;larghezza: 230um&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;tassello posteriore: 34x46um&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;tassello anteriore: 23X54um&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Impronta piccola positiva:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;lunghezza: 201um&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;larghezza: 84um&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Poiché una delle caratteristiche della ‘passeggiata’ litografata su silicio è quella di essere difficilmente visibile ad occhio nudo, il secondo elemento dell’opera è costituito da 4 gigantografie (fotografie a grandi dimensioni) della passeggiata micrometrica, che mostrano chiaramente ciò che l’occhio fatica a vedere sul campione di silicio. Le immagini sono state realizzate grazie al microscopio elettronico a scansione. Anche in questo caso, nei paragrafi successivi viene descritto il modo in cui sono state ottenute le immagini all’interno dei laboratori del Politecnico di Torino.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;IL PROCESSO DI REALIZZAZIONE DELLE 4 IMMAGINI&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il microscopio elettronico a scansione (SEM)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Le ‘fotografie’ delle impronte litografate su silicio sono state ottenute mediante l’utilizzo del SEM, o microscopio elettronico a scansione. La differenza fondamentale tra il tradizionale microscopio ottico e quello a scansione consiste nel fatto che quest’ultimo utilizza un fascio di elettroni, anziché di luce visibile.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il SEM è dunque in grado di raggiungere una risoluzione vari ordini di grandezza superiore a quella che si può ottenere con il normale microscopio ottico (che non può andare molto sotto l'ordine dei micrometri). Grazie al SEM si osservano anche oggetti spessi, che possono venire orientati e ingranditi durante l'osservazione. La superficie del campione (nel nostro caso la porzione di silicio) viene infatti "spazzolata" da un fascio di elettroni e l'immagine viene costruita indirettamente a partire dagli elettroni riflessi e diffusi dalla superficie dell'oggetto. Appositi dispositivi consentono sia di orientare il fascio di elettroni che scansiona il campione, sia il campione rispetto al fascio. L’oggetto deve però essere inserito in una camera a vuoto, per evitare il rumore causato dall’interazione degli elettroni con gli atomi che compongono i gas presenti nell’aria, nonché con la polvere e altre impurità. Nella camera possono essere posizionati anche diversi campioni di dimensioni relativamente grandi (dell'ordine dei centimetri).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;VERSO L’ARTE INVISIBILE&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;L’opera &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Oltre le colonne d'Ercole&lt;/span&gt; è solo il primo passo di un progetto artistico e scientifico più ampio che ha quale obiettivo – grazie alla collaborazione con il Politecnico di Torino – la realizzazione di opere d’arte invisibili a occhio nudo. Grazie alle tecnologie oggi disponibili saremo presto in grado di di ridurre ulteriormente le dimensioni delle opere, scendendo dal livello micrometrico a quello nanometrico, arrivando alla produzione di oggetti artistici grandi quanto molecole o cellule. L’intenzione è quella di aprire un nuovo territorio estetico, dove l’opera d’arte c’è, esiste, ma non si vede ad occhio nudo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Altro obietttivo è la realizzazione di opere non solo bi- ma tridimensionali: in altre parole realizzare qualcosa di paragonabile non solo a litografie o a quadri, ma a sculture in dimensioni nanometriche.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-3387139152808454259?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/3387139152808454259/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=3387139152808454259' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/3387139152808454259'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/3387139152808454259'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2008/12/nanoarte-oltre-le-colonne-dercole.html' title='Nanoarte: Oltre le Colonne d&apos;Ercole'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-4631725318218696447</id><published>2008-12-17T12:23:00.004+01:00</published><updated>2009-04-20T13:17:30.916+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ESSAYS'/><title type='text'>Nanoarte: infinitamente inferiori a Orfescu</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/SUogEjhTIfI/AAAAAAAABC4/ELBEGYdOeX8/s1600-h/nanoart_8B088737.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 218px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/SUogEjhTIfI/AAAAAAAABC4/ELBEGYdOeX8/s320/nanoart_8B088737.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5281068775671800306" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Quella che vedete qui a fianco è un’opera di Cris Orfescu, dal titolo &lt;a href="http://www.absolutearts.com/cgi-bin/portfolio/art/your-art.cgi?login=nanoart&amp;amp;title=Stretching_the_Limits_2-1176330242t.jpg"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Stretching the limits 2&lt;/span&gt;&lt;img id="snap_com_shot_link_icon" class="snap_preview_icon" style="border: 0pt none ; margin: 0pt ! important; padding: 1px 0pt 0pt; max-height: 2000px; max-width: 2000px; min-width: 0px; min-height: 0px; font-style: normal; font-weight: normal; font-family: &amp;quot;trebuchet ms&amp;quot;,arial,helvetica,sans-serif; float: none; position: static; left: auto; top: auto; line-height: normal; background-image: url(http://i.ixnp.com/images/v3.60.1/theme/asphalt/palette.gif); background-color: transparent; visibility: visible; width: 14px; height: 12px; background-position: -943px 0pt; background-repeat: no-repeat; text-decoration: none; vertical-align: top; display: inline;" src="http://i.ixnp.com/images/v3.60.1/t.gif" /&gt;&lt;/a&gt;. Le sue dimensioni sono 102 x 152 centimetri, la tecnica non viene specificata, al contrario del prezzo: 16900 euro. Niente male. Per sapere qualcosa di più su &lt;a href="http://www.absolutearts.com/nanoart/"&gt;Orfescu&lt;img id="snap_com_shot_link_icon" class="snap_preview_icon" style="border: 0pt none ; margin: 0pt ! important; padding: 1px 0pt 0pt; max-height: 2000px; max-width: 2000px; min-width: 0px; min-height: 0px; font-style: normal; font-weight: normal; font-family: &amp;quot;trebuchet ms&amp;quot;,arial,helvetica,sans-serif; float: none; position: static; left: auto; top: auto; line-height: normal; background-image: url(http://i.ixnp.com/images/v3.60.1/theme/asphalt/palette.gif); background-color: transparent; visibility: visible; width: 14px; height: 12px; background-position: -943px 0pt; background-repeat: no-repeat; text-decoration: none; vertical-align: top; display: inline;" src="http://i.ixnp.com/images/v3.60.1/t.gif" /&gt;&lt;/a&gt; basta digitare nome e cognome su Google per scoprire in breve tempo che il buon Cris – rumeno di nascita, americano di adozione – è il fondatore della &lt;a href="http://www.nanoart21.org/"&gt;NanoArt&lt;img id="snap_com_shot_link_icon" class="snap_preview_icon" style="border: 0pt none ; margin: 0pt ! important; padding: 1px 0pt 0pt; max-height: 2000px; max-width: 2000px; min-width: 0px; min-height: 0px; font-style: normal; font-weight: normal; font-family: &amp;quot;trebuchet ms&amp;quot;,arial,helvetica,sans-serif; float: none; position: static; left: auto; top: auto; line-height: normal; background-image: url(http://i.ixnp.com/images/v3.60.1/theme/asphalt/palette.gif); background-color: transparent; visibility: visible; width: 14px; height: 12px; background-position: -943px 0pt; background-repeat: no-repeat; text-decoration: none; vertical-align: top; display: inline;" src="http://i.ixnp.com/images/v3.60.1/t.gif" /&gt;&lt;/a&gt;, il capostipite, colui che per primo, in campo artistico, si è cimentato con strutture nanometriche.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Ora, sebbene sia le opere di Orfescu sia le nostre vengano etichettate come NanoArte, non è privo di interesse capire quali sono le differenze tra i due approcci, poiché non si si tratta di semplici dettagli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La diversità sostanziale, verrebbe da dire, è macroscopica e salta subito all’occhio: le opere di Cris Orfescu hanno dimensioni normali, o, in altre parole, sono &lt;span style="font-style: italic;"&gt;visibili&lt;/span&gt;. È il soggetto delle opere ad essere nanometrico: Cris, in sostanza, elabora immagini ottenute da microscopi elettronici a scansione (lavorando, ad esempio, sulle cromie), poi le stampa in svariate dimensioni e quindi le espone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le nostre opere, al contrario, non sono semplicemente immagini, riproduzioni, scansioni o elaborazioni dell’affascinante e misterioso mondo dell’infinitamente piccolo. Sono le opere stesse ad avere dimensioni nanometriche o micrometriche – l’Africa di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dimensione attuale&lt;/span&gt; (Alessandro Scali e Robin Goode, 2007) misura 300 x 280 nanometri  - e di conseguenza risultano &lt;span style="font-style: italic;"&gt;invisibili&lt;/span&gt; all’occhio umano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trovo opportuno fermarmi qui ed evitare di fare paragoni sui soggetti, sui temi o sui contenuti delle rispettive opere. Ciascuno può giudicare liberamente: sia le nostre che quelle di Orfescu sono da qualche parte online. Ciò che è importante sottolineare è che il nostro approccio – che forse sarebbe più opportuno definire arte &lt;span style="font-style: italic;"&gt;invisibile&lt;/span&gt; invece che nanoarte – sottrae, nasconde all’occhio dello spettatore l’elemento fondante dell’arte visiva, su cui si incentra anche la fantomatica NanoArte di Orfescu.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-4631725318218696447?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/4631725318218696447/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=4631725318218696447' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/4631725318218696447'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/4631725318218696447'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2008/12/nanoarte-infinitamete-inferiori-orfescu.html' title='Nanoarte: infinitamente inferiori a Orfescu'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/SUogEjhTIfI/AAAAAAAABC4/ELBEGYdOeX8/s72-c/nanoart_8B088737.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-4742561047698616906</id><published>2008-12-17T12:22:00.001+01:00</published><updated>2009-04-20T13:17:49.381+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ESSAYS'/><title type='text'>Nanoart: infinitely inferior to Orfescu</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;What you see beside this is a work by Cris Orfescu, entitled &lt;a href="http://www.absolutearts.com/cgi-bin/portfolio/art/your-art.cgi?login=nanoart&amp;amp;title=Stretching_the_Limits_2-1203631201t.jpg"&gt;“Stretching the limits 2”&lt;img id="snap_com_shot_link_icon" class="snap_preview_icon" style="border: 0pt none ; margin: 0pt ! important; padding: 1px 0pt 0pt; max-height: 2000px; max-width: 2000px; min-width: 0px; min-height: 0px; font-style: normal; font-weight: normal; font-family: &amp;quot;trebuchet ms&amp;quot;,arial,helvetica,sans-serif; float: none; position: static; left: auto; top: auto; line-height: normal; background-image: url(http://i.ixnp.com/images/v3.60.1/theme/asphalt/palette.gif); background-color: transparent; visibility: visible; width: 14px; height: 12px; background-position: -943px 0pt; background-repeat: no-repeat; text-decoration: none; vertical-align: top; display: inline;" src="http://i.ixnp.com/images/v3.60.1/t.gif" /&gt;&lt;/a&gt;. Measuring 102 x 152 centimetres, the technique is not specified but the price is: 16900 euros. Not bad. To discover more about Orfescu, you only need to type his name into Google to discover that Cris – Romanian by birth, American by adoption – is the founder of NanoArt, the forefather, the person who first tackled nanometric structures in an artistic sense.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Now, although both Orfescu’s work and our own are labelled as &lt;span style="font-style: italic;"&gt;NanoArt&lt;/span&gt;, it might be worthwhile understanding the differences between the two approaches, because they do not consist of mere details.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The main difference, one might say, is &lt;span style="font-style: italic;"&gt;macroscopic&lt;/span&gt; and immediately apparent: Cris Orfescu’s artworks come in normal sizes, or in other words, they are visible. It is the subject of the works that is nanometric: in short, Cris elaborates images taken from scanning electron microscopes (working on colours, for example), then prints them in various sizes and exhibits them.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;On the contrary, our works are not just images, reproductions, scans or elaborations of the fascinating and mysterious world of the infinitely minute. In our case, the works themselves are nanometric or micrometric – in Actual Size (Alessandro Scali and Robin Goode, 2007) the African continent measures 300 x 280 nanometres – and as a result they are invisible to the human eye.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I think it is best to stop here and avoid any comparisons concerning the subject-matters, themes or contents of our respective works. Everyone is free to judge for themselves: both our works and those of Orfescu are partly available online. What is important to underline here, however, is the fact that our approach – which perhaps it would be more appropriate to call &lt;span style="font-style: italic;"&gt;invisible&lt;/span&gt; rather than &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nanoart&lt;/span&gt; – detracts and hides from the viewer’s eye the founding element of visual art, which instead the forms the focus of Orfescu’s fantastic NanoArt.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-4742561047698616906?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/4742561047698616906/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=4742561047698616906' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/4742561047698616906'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/4742561047698616906'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2008/12/nanoart-infinitely-inferior-to-orfescu.html' title='Nanoart: infinitely inferior to Orfescu'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-6586239369778522584</id><published>2008-12-17T12:21:00.001+01:00</published><updated>2009-04-20T14:12:45.526+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ESSAYS'/><title type='text'>Nanoart: beyond visual arts?</title><content type='html'>Has NanoArt gone beyond the visual arts? The question must necessarily be asked in view of the dimensions of a work like Actual Size, an Africa measuring 300 x 280 nanometres, lithographed on a silicon wafer. To give some terms for comparison or reference, you only need think that the smallest cells in our bodies – bacterial cells – measure 1 micron, namely one millionth of a metre, while a nanometre is a billionth of a metre. Therefore, the shortest side of Actual Size measures 280 nanometres. If you think that Africa is on a silicon wafer measuring approximately two centimetres on each side, it is clear that finding the lithography on its surface, even using the necessary tools, is not exactly straightforward, but desperately complex.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/R8k-IQs01aI/AAAAAAAAAhQ/0g3rA5d-UFE/s1600-h/dimensioneattuale1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/R8k-IQs01aI/AAAAAAAAAhQ/0g3rA5d-UFE/s200/dimensioneattuale1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5172733958654580130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;The lithograph of the African continent is therefore invisible to the naked eye. On display, the viewer only sees the silicon plate and nothing else. Yet Africa is there, only we are unable to perceive its existence. We might then decide to place the wafer under an optical microscope, but again we would not see anything: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Actual Size&lt;/span&gt; is so minute that it is not even visible using an optical microscope. Indeed, sometimes researchers insert markers – or in other words, signs – to mark the boundaries within which the work is placed, but even doing this the area is still vast, and anyone with a FESEM – Field Emission Scanning Electron Microscope capable of observing nanometric sized objects – would still find themselves looking for a needle in a haystack.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Compared to any other artwork made and exhibited to date, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Actual Size&lt;/span&gt; inevitably raises a whole series of rather worrying questions. Firstly, does the work actually exist? Must we trust the artist? Or is it all a prank, a joke, a divertissement, a brag by two amusing guys, the nth sickening provocation – and nothing more – by contemporary art?&lt;br /&gt;Starting from the premise that nanometric objects cannot be seen with the naked eye, and not even with an optical microscope, Robin and I could theoretically claim that anything whatsoever could be on the tiny silicon fragment: it would be difficult to prove otherwise. Certainly, it would be a classic case of taking the mickey, but the works are made and certified by the Politecnico di Torino, and anyone – provided the necessary precautions are taken – can come and watch the artefact being made in the white rooms of the Chilab or Latemar laboratories.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;So all the sceptics can relax: Africa really is on the surface of the silicon wafer, but the question still remains, to the effect that ok, the work is there, but if I can’t see it, does it exist? Thinking along these lines makes no sense: it would be equivalent, for example, to denying the existence of cells because they are invisible to the human eye. Indeed, it is important to clarify whether it’s true that the works are invisible to the naked eye, not in absolute terms: using the appropriate equipment, and with a large dose of patience and good luck, you can find and see Africa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;There’s no doubt, however, that &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Actual Size&lt;/span&gt; – taken for itself, and not flanked by images created using electron microscopes that reveal its existence – creates a sort of &lt;span style="font-style: italic;"&gt;aesthetic embarrassment&lt;/span&gt;. What’s this, exhibiting a work that exists but cannot be seen? Yet, this is precisely its beauty. Just think again about the meaning of the work – the invisibility of Africa: it’s a fact that is as real as its actual, physical existence – to understand the pregnancy of the contradiction and the paradox. In this case, invisibility is not an end in itself, but it is functional to the meaning of the work. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Actual Size&lt;/span&gt; is invisible because this is how it must be, not because it is a simple display of virtuosity.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;How else, then, could you exhibit an invisible artwork? We wonder about this every time we set up an exhibition. For &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Actual Size&lt;/span&gt; – in the case of the NanoArt exhibition at Bergamo – we used a subterfuge: we created a larger copy of the work, measuring a few microns, and we placed this chip under the lens of a optical microscope, while the original work – in nanometric dimensions – was displayed alongside the enlarged reproduction. What visitors saw was therefore not the original artwork, but a copy with the same characteristics, but larger dimensions, making it visible.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Another important example of pushing through the limits of the visible is represented by &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Beyond the pillars of Hercules&lt;/span&gt;, which not surprisingly was the first Nano artwork created by Robin and myself. This series of micrometric imprints printed on a silicon wafer were intended to represent the first steps of art into a mysterious universe, which although it forms part of our own universe is nonetheless often governed by completely different laws that seem paradoxical, contradictory and absurd. It is the universe of the infinitely small or invisible, of quanta of matter and laws that describe their behaviour, quantum mechanics.&lt;br /&gt;We can also talk about the first steps in terms of dimensions: compared to the nanometric dimensions of Actual Size, you could say that &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Beyond the pillars of Hercules &lt;/span&gt;is a gigantic work: the imprints are a few microns long, and the whole sequence is 2 centimetres long in all. However, you struggle to see anything with the naked eye: in particular conditions of lighting, you can glimpse a series of dots that form a winding line, but nothing more.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Only the four black and white FESEM images – exhibited to integrate the work at the San Fedele Award in Milan – reveal the details: on what appears to be a lunar surface, you can clearly make out the marks left by someone’s boots, and moreover, you can see the pressure exerted by their bodyweight on the ground: the footprints are not just “marked” but are really “imprinted”, acquiring depth.&lt;br /&gt;Lastly, they are also the first steps taken by art beyond the boundaries of the visible: works that are present, they exist, but they are hidden from sight, they cannot be seen: our contemporary bulimic gaze cannot reach them. Constantly bombarded by an infinite sequence of stimuli, faced with invisible works the eye has to give way to momentary uselessness. At this juncture, the eye undergoes epochè, or suspends judgement.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Although the eye is excluded from one of its preferred territories, I don’t believe that NanoArt is a denial of vision. On the contrary, invisible art may perhaps be an invitation not to dwell only on looking, but instead to &lt;span style="font-style: italic;"&gt;observe&lt;/span&gt;. To analyse in greater detail and depth, without just being open to impressions or suggestions. Invisible art is an attempt to go beyond simple, commonplace vision: perhaps it’s the idea of being active observers rather than passive, acritical, distracted, superficial and pre-packaged onlookers. NanoArt aims to challenge, contrast and question the dictatorship of the eye and image, and to propose a different kind of observation that does not involve the eye in the first place, or is not exclusively reduced to seeing.&lt;br /&gt;After all, the eye itself does not see anything. It is our brain that interprets the stimuli sent by the eye and turns them into images. Paradoxically, Actual Size or NanoArt or invisible art are not a negation but rather a eulogy, an exaltation of vision, a vision that is free from the constraints of the eye and can rediscover the role of everything that, apart from the eye, allows humans to see and therefore to understand.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-6586239369778522584?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/6586239369778522584/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=6586239369778522584' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/6586239369778522584'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/6586239369778522584'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2008/12/nanoart-beyond-visual-arts.html' title='Nanoart: beyond visual arts?'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/R8k-IQs01aI/AAAAAAAAAhQ/0g3rA5d-UFE/s72-c/dimensioneattuale1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-7644315072729714801</id><published>2008-12-17T12:19:00.001+01:00</published><updated>2009-04-20T14:13:05.928+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ESSAYS'/><title type='text'>Nanoart: a sublime experience</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;The following pages include a few passages taken from the texts included in the &lt;a href="http://www.skira.net/recensione.php?isbn=8861303232&amp;amp;page=&amp;amp;lett=&amp;amp;soggetto="&gt;Nanoart catalogue&lt;img id="snap_com_shot_link_icon" class="snap_preview_icon" style="border: 0pt none ; margin: 0pt ! important; padding: 1px 0pt 0pt; max-height: 2000px; max-width: 2000px; min-width: 0px; min-height: 0px; font-style: normal; font-weight: normal; font-family: &amp;quot;trebuchet ms&amp;quot;,arial,helvetica,sans-serif; float: none; position: static; left: auto; top: auto; line-height: normal; background-image: url(http://i.ixnp.com/images/v3.60.1/theme/asphalt/palette.gif); background-color: transparent; visibility: visible; width: 14px; height: 12px; background-position: -943px 0pt; background-repeat: no-repeat; text-decoration: none; vertical-align: top; display: inline;" src="http://i.ixnp.com/images/v3.60.1/t.gif" /&gt;&lt;/a&gt;, edited by Stefano Raimondi and published by Skira. The catalogue was published to mark the exhibition on Nanoart, Seeing the invisible (Bergamo, 2 – 21 October 2007) which included seven Nano artworks by Alessandro Scali and Robin Goode, and one by Grit Ruhland.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Nanoart pushes us a step forward: it cancels our direct vision of the image, eliminates the superiority acquired through sight. Paradoxical and provocative, as in the case of every revolutionary artistic movement. The paradox is that it offers a “non vision” of a visual art. (…) And herein lies the radical nature of the proposal: viewers are called on to contribute personally to the creation of the artwork. With the help of a title, which acts as a foothold and sets the context, viewers must finally use their inner eye and stoke up their imagination that has been stymied and penalised by excessive, invasive external images.”&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Stefano Raimondi – Nanoart: outside this world, into the infinite (p. 17, Nanoart catalogue)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“If we take into consideration the objects on display in this exhibition and the idea of invisible art in general, it is clear that we cannot place them in that context of a liking of perception that constitutes the pleasure of pictorial texts. We are in that area of communications where the object of representation is both placed and removed at the same time – it is placed to be removed, and removed because of how it is placed – which characterises what is probably the main current of art in contemporary art since the time of Duchamp, if not earlier. We are in a perverse area, where perception is prompted but impeded, and the impossibility of direct vision constitutes grounds for seduction/sedition, provocation and rejection. In short, it is a play on the very pre-conditions of enjoying an object as a representation, and moreover an intentional representation according to the socially conditioned method of artistic representation. For this reason, the taste of these works is enjoyment and, as such, always potential, always complete/ incomplete, always interrogatory. At least while the response required by all enjoyment – not by every pleasure – lasts, the willingness to question oneself and to become involved, with attention and curiosity, and wonder – the origin of philosophy, science and even artistic “enjoyment”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ugo Volli – The effect of the invisible. Pleasure and history (p. 23, Nanoart catalogue)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“In our case, contrary to the blindness of habit, visitors to the Nanoart exhibition experience their own blindness compared to the exhibits themselves on display. A short circuit that in my opinion produces rare goods: it makes you think. Thinking for example about how precarious and how unfounded man’s dominion is over the surrounding world, which we are accustomed to believing that we occupy.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mauro Carbone – Two or three things that I (don’t) know about Nanoart (p. 25, Nanoart catalogue)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“It strikes me that, over and beyond the question of which medium to use, the artists’ intention is to give the visitor a real aesthetic experience with all its contradictions and complexities. (…) This is no trick perception, no optical or geometric illusion or trompe l’oeil. Instead, we are inside our awareness of a limit, that of visual perception, and its liberation, through a medium created by man. Nothing is more sublime, since this experience combines amazement, admiration, fear, bewilderment.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Maddalena Mazzocut-Mis – A sublime experience (p. 31, Nanoart catalogue)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;At this point, what can be said about a form of art that by definition cannot be perceived? There is a radical contradiction between NanoArt and aesthetics. We are dealing with an art form that a priori evades the senses and therefore seems to place itself outside aesthetics, in a zone of sensorial incommunicableness. Having been denied, aesthetics is undermined.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Piero Bianucci – Communicating science, communicating art (p. 34, Nanoart catalogue)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-7644315072729714801?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/7644315072729714801/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=7644315072729714801' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/7644315072729714801'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/7644315072729714801'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2008/12/nanoart-sublime-experience.html' title='Nanoart: a sublime experience'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-6219209384431178579</id><published>2008-06-24T10:35:00.002+02:00</published><updated>2008-06-24T10:37:12.633+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NAN°ART'/><title type='text'>NANOART on NATURE Magazine</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/SGCyKZL2aVI/AAAAAAAAAmY/l7bYovOuT4I/s1600-h/nature_nanoart.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/SGCyKZL2aVI/AAAAAAAAAmY/l7bYovOuT4I/s400/nature_nanoart.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5215364260124059986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-6219209384431178579?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/6219209384431178579/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=6219209384431178579' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/6219209384431178579'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/6219209384431178579'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2008/06/nanoart-on-nature-magazine.html' title='NANOART on NATURE Magazine'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/SGCyKZL2aVI/AAAAAAAAAmY/l7bYovOuT4I/s72-c/nature_nanoart.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-2715051073267694103</id><published>2007-11-04T17:25:00.000+01:00</published><updated>2007-11-04T17:32:02.358+01:00</updated><title type='text'>NANOARTE - THE SKIRA CATALOGUE</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/Ry3zoD8aRUI/AAAAAAAAAeY/afnx5SnUqBE/s1600-h/cover_nanoarte.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/Ry3zoD8aRUI/AAAAAAAAAeY/afnx5SnUqBE/s320/cover_nanoarte.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5129023420223866178" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Here's the cover of Nanoart Skira catalogue. Yes, now you can have it! Click &lt;a href="http://www.skira.net/recensione.php?isbn=8861303232&amp;amp;page=&amp;amp;lett=&amp;amp;soggetto="&gt;here&lt;/a&gt; to order it online.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-2715051073267694103?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/2715051073267694103/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=2715051073267694103' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/2715051073267694103'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/2715051073267694103'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2007/11/nanoarte-skira-catalogue.html' title='NANOARTE - THE SKIRA CATALOGUE'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/Ry3zoD8aRUI/AAAAAAAAAeY/afnx5SnUqBE/s72-c/cover_nanoarte.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-1682976551974877070</id><published>2007-11-03T20:14:00.000+01:00</published><updated>2007-11-03T20:24:21.695+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NAN°ART'/><title type='text'>NANOART ON DIGIMAG</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/RyzKyD8aRTI/AAAAAAAAAeQ/ynB719qXjEc/s1600-h/Immagine+23.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 373px; height: 237px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/RyzKyD8aRTI/AAAAAAAAAeQ/ynB719qXjEc/s320/Immagine+23.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5128697037069108530" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;We're glad to announce the publication of an &lt;a href="http://www.digicult.it/digimag/article.asp?id=988"&gt;interview to me and Robin on DIGIMAG&lt;/a&gt;. Click here  to read it. Thanks a lot to Silvia Scaravaggi, we hope to work together for the NYC BIENNALE 2008.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-1682976551974877070?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/1682976551974877070/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=1682976551974877070' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/1682976551974877070'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/1682976551974877070'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2007/11/nanoart-on-digimag.html' title='NANOART ON DIGIMAG'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/RyzKyD8aRTI/AAAAAAAAAeQ/ynB719qXjEc/s72-c/Immagine+23.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-3870301354927520681</id><published>2007-10-06T17:16:00.001+02:00</published><updated>2009-04-20T14:16:44.978+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NANOARTE ARTWORKS'/><title type='text'>NANOART - U.N.O./Unidentified Nanometric Objects (2007)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/Rwen7EBZaMI/AAAAAAAAAc8/EUyFgBSPG_o/s1600-h/uno3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; 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Robin Goode's NANOART on NATURE</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Yes, it's true. On the last NATURE issue published today there's an article about our nanoart project, written by Emiliano Feresin. Here's the &lt;a href="http://www.nature.com/nature/journal/v449/n7161/edsumm/e070927-04.html"&gt;editor abstract&lt;/a&gt;, directly from nature website:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;h2 style="text-align: justify;" id="atl"&gt;It's a small world&lt;/h2&gt;&lt;hr style="margin-left: 0px; margin-right: 0px;" class="separator"&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="norm"&gt;Curated by Stefano Raimondi as part of the BergamoScienza festival in Bergamo, Nanoart may be the smallest show on Earth. Billed as Italy's first nanoscale art exhibition, "&lt;i&gt;per vedere l'invisibile&lt;/i&gt;", it features six works by 'nano' artists Alessandro Scali and Robin Goode. Their collaboration with physicist Fabrizio Pirri, from the Turin Polytechnic University atomic force microscopy lab, produced works including &lt;i&gt;Actual Size&lt;/i&gt;, a far from actual size map of Africa.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-4489594736823929916?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/4489594736823929916/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=4489594736823929916' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/4489594736823929916'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/4489594736823929916'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2007/09/alessandro-scali-robin-goodes-nanoart.html' title='Alessandro Scali &amp; Robin Goode&apos;s NANOART on NATURE'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-8748318777045124293</id><published>2007-09-03T19:52:00.000+02:00</published><updated>2007-09-03T19:58:12.460+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NAN°ART'/><title type='text'>WWW.NANOARTE.IT</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/RtxKOXtkuOI/AAAAAAAAAb8/nW3rHbaO1rc/s1600-h/Immagine+12.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/RtxKOXtkuOI/AAAAAAAAAb8/nW3rHbaO1rc/s320/Immagine+12.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5106037688275089634" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;The &lt;a href="http://www.nanoarte.it/"&gt;official website&lt;/a&gt; for NANOARTE exhibit in Bergamo is online. Soon the english version. You can also see some pictures of the latest nano artworks. Enjoy it!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-8748318777045124293?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/8748318777045124293/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=8748318777045124293' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/8748318777045124293'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/8748318777045124293'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2007/09/wwwnanoarteit.html' title='WWW.NANOARTE.IT'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/RtxKOXtkuOI/AAAAAAAAAb8/nW3rHbaO1rc/s72-c/Immagine+12.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-6340193252114590630</id><published>2007-09-01T16:22:00.000+02:00</published><updated>2007-09-04T12:03:55.360+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NAN°ART'/><title type='text'>NANOART pdf</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;If you want to know something more about the first two artworks and the nanoart project in general, you can download this &lt;a href="http://www.kutcommunications.com/nanoarte_gb.pdf"&gt;pdf.&lt;/a&gt; For any other question you can write us at lssndrscl@gmail.com (Alessandro Scali) or robingoode@gmail.com (Robin Goode).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-6340193252114590630?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/6340193252114590630/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=6340193252114590630' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/6340193252114590630'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/6340193252114590630'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2007/09/nanart-pdf_01.html' title='NANOART pdf'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-4474802461373619249</id><published>2007-08-31T11:44:00.001+02:00</published><updated>2007-09-01T16:34:08.504+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EXHIBITS'/><title type='text'>NANOART AT SAN FEDELE GALLERY - Milan, oct 2006</title><content type='html'>&lt;object width="320" height="280" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-c9086537f631d714" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v22.nonxt5.googlevideo.com/videoplayback?id%3Dc9086537f631d714%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1330248400%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3DB913ED9573EE2E7D731E126383FC669760C9797.626C67E70EE0F2CEFD9B24FDD5659EB4A0C90BC5%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Dc9086537f631d714%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DkYTC8Eoq1E85rU5ZPmzo090PTtM&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="280" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v22.nonxt5.googlevideo.com/videoplayback?id%3Dc9086537f631d714%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1330248400%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3DB913ED9573EE2E7D731E126383FC669760C9797.626C67E70EE0F2CEFD9B24FDD5659EB4A0C90BC5%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Dc9086537f631d714%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DkYTC8Eoq1E85rU5ZPmzo090PTtM&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;It was our first chance to show a nanoart piece: october 2006, SAN FEDELE VISUAL ART COMPETITION, San Fedele Gallery, Milan.&lt;br /&gt;We presented BEYOUND HERCULES COLUMNES, and we classified at the 3rd place.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-4474802461373619249?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/4474802461373619249/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=4474802461373619249' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/4474802461373619249'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/4474802461373619249'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2007/08/nanart-at-san-fedele-gallery-milan.html' title='NANOART AT SAN FEDELE GALLERY - Milan, oct 2006'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-6604720169963236255</id><published>2007-08-29T16:29:00.001+02:00</published><updated>2009-04-20T14:18:13.591+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EXHIBITS'/><title type='text'>NANOART 1st EXHIBIT - BERGAMO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/RtfRIXtkuJI/AAAAAAAAAbU/61j9saIbIQ4/s1600-h/nanoadflash.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/RtfRIXtkuJI/AAAAAAAAAbU/61j9saIbIQ4/s320/nanoadflash.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5104778644382070930" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/RtWKDXtkuGI/AAAAAAAAAbA/lz7h5VHedl8/s1600-h/Immagine+9.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/RtWKDXtkuGI/AAAAAAAAAbA/lz7h5VHedl8/s320/Immagine+9.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5104137543203731554" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;This is the ad - published on FlashArt - of our first personal NAN°ART exhibit:&lt;br /&gt;2 - 21 october 2007, Bergamo, Italy&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Well'show 6 new pieces, included the first one, Beyound Hercules columns.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;With the partecipation of Grit Ruhland.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Curator: Stefano Raimondi&lt;br /&gt;Catalogue: Skira&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-6604720169963236255?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/6604720169963236255/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=6604720169963236255' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/6604720169963236255'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/6604720169963236255'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2007/08/nanart-1st-exhibit-bergamo.html' title='NANOART 1st EXHIBIT - BERGAMO'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/RtfRIXtkuJI/AAAAAAAAAbU/61j9saIbIQ4/s72-c/nanoadflash.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-3847348455789987639</id><published>2007-08-29T16:03:00.000+02:00</published><updated>2007-09-01T16:36:15.026+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NAN°ART'/><title type='text'>NANOART - The team</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/RtV8_HtkuEI/AAAAAAAAAaw/5AKc1v--hSM/s1600-h/Immagine+8.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/RtV8_HtkuEI/AAAAAAAAAaw/5AKc1v--hSM/s320/Immagine+8.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5104123176538126402" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ok, this is the Phds team from Politecnico di Torino, Phyics Dept., that help us to realize nanoartworks:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giancarlo Canavese&lt;br /&gt;Alessandro Chiolerio&lt;br /&gt;Gabriele Maccioni&lt;br /&gt;Giacomo Piacenza&lt;br /&gt;Samy Strola&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;And many thanks to the 'boss', prof. Fabrizio Pirri. We still dont have a picture...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-3847348455789987639?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/3847348455789987639/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=3847348455789987639' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/3847348455789987639'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/3847348455789987639'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2007/08/nanart-team.html' title='NANOART - The team'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/RtV8_HtkuEI/AAAAAAAAAaw/5AKc1v--hSM/s72-c/Immagine+8.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-4949774758929590190</id><published>2007-08-29T14:54:00.000+02:00</published><updated>2007-11-04T17:35:11.515+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NAN°ART'/><title type='text'>NANOART - BEYOND HERCULES COLUMNS</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/RtVu0ntkuDI/AAAAAAAAAao/6NCRiLadxFM/s1600-h/ALE_4.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; 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It represents a journey of a man into an unknown world. A journey that breaches new frontiers and borders. Its a desire to be suprised by the unknown, to witness an undisclosed beauty. The voyage beyond Hercules Columns parts from our reality to an infinitely small one. An invisible reality, yet one that exists.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-4949774758929590190?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/4949774758929590190/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=4949774758929590190' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/4949774758929590190'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/4949774758929590190'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2007/08/nanart-beyond-hercules-columns.html' title='NANOART - BEYOND HERCULES COLUMNS'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/RtVu0ntkuDI/AAAAAAAAAao/6NCRiLadxFM/s72-c/ALE_4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-1664495179168732696</id><published>2007-08-29T14:50:00.001+02:00</published><updated>2007-09-04T12:04:34.119+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='NAN°ART'/><title type='text'>NANOART</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/RtVrwntkt9I/AAAAAAAAAZ4/tYd85OhIcGE/s1600-h/1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/RtVrwntkt9I/AAAAAAAAAZ4/tYd85OhIcGE/s320/1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5104104235732350930" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/RtVrsXtkt8I/AAAAAAAAAZw/sjtJ_cxHERc/s1600-h/R+%2B+A.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/RtVrsXtkt8I/AAAAAAAAAZw/sjtJ_cxHERc/s320/R+%2B+A.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5104104162717906882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;NANOART&lt;br /&gt;An artistic project by Alessandro Scali &amp; Robin Goode&lt;br /&gt;With the collaboration of Politecnico di Torino, Phisics Department&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nanoart is a new frontier, a new boundary, a new media by which we can create and communicate. Nanoart starts from the relationship between art and nanotechnology. We have searched to create an aesthetic paradox: a piece of art that you can never see. Yet that exists and carries a message.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-1664495179168732696?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/1664495179168732696/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=1664495179168732696' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/1664495179168732696'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/1664495179168732696'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2007/08/nanart.html' title='NANOART'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/RtVrwntkt9I/AAAAAAAAAZ4/tYd85OhIcGE/s72-c/1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-67158475272925932</id><published>2007-08-29T14:47:00.000+02:00</published><updated>2007-08-29T15:38:38.917+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EXHIBITS'/><title type='text'>LA CITTA' CHE SALE - Exhibit in Bergamo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/RtVrH3tkt7I/AAAAAAAAAZo/V7ALHtc8xqg/s1600-h/bergamo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/RtVrH3tkt7I/AAAAAAAAAZo/V7ALHtc8xqg/s320/bergamo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5104103535652681650" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;LA CITTA' CHE SALE EXHIBIT&lt;br /&gt;Bergamo, Italy, 2006&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-67158475272925932?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/67158475272925932/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=67158475272925932' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/67158475272925932'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/67158475272925932'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2007/08/la-citta-che-sale-exhibit-in-bergamo.html' title='LA CITTA&apos; CHE SALE - Exhibit in Bergamo'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/RtVrH3tkt7I/AAAAAAAAAZo/V7ALHtc8xqg/s72-c/bergamo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-8682906967638180870</id><published>2007-08-29T14:44:00.000+02:00</published><updated>2007-08-29T15:38:55.161+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='EXHIBITS'/><title type='text'>EPIDEMIA 1 - Exhibit in Turin</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/RtVqqXtkt6I/AAAAAAAAAZg/IhhdogKLq5E/s1600-h/mostra-2-flt.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; 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Cazzobalilla is a fuseball machine with players that have been modified into penises. The goal features a vagina with legs spread open in a erotic pose. This sculpture represents the age old battle of the male species over the female.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-5508407165446096719?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='enclosure' type='video/mp4' href='http://www.blogger.com/video-play.mp4?contentId=cc392fb4048395c1&amp;type=video%2Fmp4' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/5508407165446096719/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=5508407165446096719' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/5508407165446096719'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/5508407165446096719'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2007/08/cazzobalilla.html' title='CAZZOBALILLA'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/RtVmoHtkt4I/AAAAAAAAAZQ/Yboqh7s6a1Q/s72-c/balilla_2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-147152113051876219</id><published>2007-08-29T14:09:00.001+02:00</published><updated>2007-08-29T16:27:36.677+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='VARIOUS ARTWORKS'/><title type='text'>HEAL ME</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/RtViF3tkt2I/AAAAAAAAAZA/NqaX8_Mi6_I/s1600-h/6.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; 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display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/RtVPtntktwI/AAAAAAAAAYQ/eBYCqxtkcn8/s320/insig-3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5104073397867165442" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;INSIGNIFICANCE I - TABLE&lt;br /&gt;Alessandro Scali e Robin Goode, 2004&lt;br /&gt;cm. 143, 5 x 103,5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;With the desire to create art that has a social bearing and value, the project is a study on the insignificance of the human form in contemporary society. The works were created over two years and analyse, through synthetic and surreal imagery, this devalued state. The project contains 5 subjects: ‘Table’, ‘Scale’, ‘Light’, ‘Claw machine’ and ‘Ashtray’.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-2285705796527348112?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/2285705796527348112/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=2285705796527348112' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/2285705796527348112'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/2285705796527348112'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2007/08/insignificance-i-table.html' title='INSIGNIFICANCE I - TABLE'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/RtVPtntktwI/AAAAAAAAAYQ/eBYCqxtkcn8/s72-c/insig-3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-1751153524825132514</id><published>2007-08-29T12:38:00.001+02:00</published><updated>2007-08-29T17:08:13.583+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='VARIOUS ARTWORKS'/><title type='text'>HUNGER II</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/RtVMvXtktsI/AAAAAAAAAXw/RUKL41Ej80U/s1600-h/hunger-foto-2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/RtVMvXtktsI/AAAAAAAAAXw/RUKL41Ej80U/s320/hunger-foto-2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5104070129397053122" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;HUNGER II&lt;br /&gt;Alessandro Scali e Robin Goode, 2003&lt;br /&gt;cm. 143,5 x 103&lt;br /&gt;Lamba prints, mounted in aluminium sheets&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-1751153524825132514?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/1751153524825132514/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=1751153524825132514' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/1751153524825132514'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/1751153524825132514'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2007/08/hunger-ii.html' title='HUNGER II'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/RtVMvXtktsI/AAAAAAAAAXw/RUKL41Ej80U/s72-c/hunger-foto-2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6207465057717686072.post-9048766049369624545</id><published>2007-08-29T12:34:00.000+02:00</published><updated>2007-08-29T17:06:53.183+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='VARIOUS ARTWORKS'/><title type='text'>HUNGER I</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/RtVMJHtktrI/AAAAAAAAAXo/joV7kdXlky4/s1600-h/hunger-foto-1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/RtVMJHtktrI/AAAAAAAAAXo/joV7kdXlky4/s320/hunger-foto-1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5104069472267056818" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;HUNGER I&lt;br /&gt;Alessandro Scali e Robin Goode, 2003.&lt;br /&gt;cm. 143,5 x 103&lt;br /&gt;Lamba prints, mounted in aluminium sheets&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Created for the ‘Energias renovadas’ exhibition in Madrid. February 2004. All artists were asked a question: ‘What energy drives you to create?’. Our response was ‘Hunger’. Hunger to taste and understand who we really are and what were made of. The exhibition was held at the Culturale Conde Duque di Madrid.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6207465057717686072-9048766049369624545?l=nanoarte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nanoarte.blogspot.com/feeds/9048766049369624545/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6207465057717686072&amp;postID=9048766049369624545' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/9048766049369624545'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6207465057717686072/posts/default/9048766049369624545'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nanoarte.blogspot.com/2007/08/hunger-i.html' title='HUNGER I'/><author><name>LSSNDR</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11569225198219270242</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_otraSPsIywg/RtVMJHtktrI/AAAAAAAAAXo/joV7kdXlky4/s72-c/hunger-foto-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
